Frittelle di Carnevale in Toscana: guida definitiva a frappe, cenci e crogetti

C’è un profumo che, da metà gennaio a febbraio, invade le pasticcerie e le case toscane: è quello caldo e avvolgente dell’olio che frigge, dello zucchero a velo e della scorza d’arancia. È il profumo del Carnevale, incarnato da un dolce semplice ma irresistibile: le frappe. Conosciute con decine di nomi diversi in ogni angolo della regione, sono il vero, democratico, gioiello della pasticceria carnascialesca toscana.


🎭 Non Solo Frappe: il Mosaico dei Nomi Regionali

In Toscana viaggerete per pochi chilometri e sentirete chiamare questo stesso dolce in modo diverso. Ecco la mappa dei nomi:

  • Firenze e Centro: Cenci (“stracci”). Il nome più comune, che ne descrive l’aspetto irregolare e informale.
  • Livorno, Pisa, Costa: Frappe o Frange. Il termine probabilmente deriva dal francese “frapper” (battere), forse riferito alla pasta stesa.
  • Siena e Sud: Sfrappe. Una variante del termine costiero.
  • Arezzo e Valdichiana: Crogetti (“legacci”, “laccetti”).
  • Massa-Carrara e Lunigiana: Crostoli o Galani (influenza emiliana/veneta).
  • Maremma: Frittelle di Carnevale, a volte con l’aggiunta di riso nell’impasto.

Nonostante i nomi, la sostanza è una: strisce di pasta fritta, leggera e croccante, ricoperte da una nuvola di zucchero a velo.

📜 Una Storia Antica, di Povertà e Festa

Le origini sono umili, come molti piatti della cucina povera toscana. Nacquero come dolce di recupero: si utilizzavano gli avanzi di farina, uova e zucchero per creare qualcosa di speciale in occasione del Carnevale, l’ultima grande festa prima dei digiuni della Quaresima.

La frittura in olio abbondante (originariamente strutto) era simbolo di abbondanza e festosità. La forma a nastro o a fiocco ricorda i laccetti delle scarpe o le cravatte, un tocco di eleganza “povera”. Oggi, da dolce della tradizione contadina, sono diventate un must irrinunciabile che segna l’inizio del Carnevale.


👩‍🍳 La Ricetta della Nonna: Cenci Fiorentini Classici

Difficoltà: Bassa | Tempo: 30 min + riposo | Dosi per: 4 persone

Ingredienti

  • 250 g di farina 00
  • 2 uova medie
  • 25 g di burro morbido
  • 30 g di zucchero semolato
  • La scorza grattugiata di 1 limone non trattato (o arancia)
  • Un pizzico di sale
  • Mezzo bicchierino di liquore dolce (Alchermes, Sassolino o Marsala) – opzionale ma tradizionale
  • Olio di semi di arachidi o di girasole per friggere
  • Zucchero a velo q.b. per spolverizzare

Procedimento

  1. Impasto: Sulla spianatoia, formare una fontana con la faria. Al centro aggiungere le uova, lo zucchero, il burro a pezzetti, la scorza, il sale e il liquore (se usato). Impastare energicamente con le mani fino ad ottenere un panetto liscio e omogeneo. Se risulta troppo duro, aggiungere un cucchiaio d’acqua. Avvolgere nella pellicola e far riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.
  2. Stesura: Stendere la pasta molto sottile, aiutandosi con matterello o macchina per la pasta, fino a renderla quasi trasparente. La sottigliezza è il segreto della croccantezza.
  3. Taglio: Con una rotella dentellata, tagliare la pasta in rettangoli di circa 8×4 cm. Fare un taglio al centro di ogni rettangolino e passarevi attraverso un’estremità, creando un “nodo” o un fiocco caratteristico. In alternativa, tagliare a losanghe o strisce.
  4. Frittura: Scaldare abbondante olio in una padella alta. La temperatura ideale è di 170-175°C. Gettare pochi cenci per volta per non abbassare la temperatura. Friggere per pochi secondi per lato, girandoli, fino a quando diventano dorati e gonfi.
  5. Asciugatura e Finitura: Scolarli bene con una schiumarola e adagiarli su un vassoio foderato di carta assorbente. Spolverizzarli generosamente con zucchero a velo solo quando sono completamente freddi, per evitare che si sciolga.

Il Trucco della Nonna: Per una versione extra croccante, aggiungere all’impasto un cucchiaino di aceto di vino bianco.


🗺️ La Mappa del Gusto: Dove Mangiare le Migliori Frittelle di Carnevale in Toscana

Ecco una selezione di locali storici e forni di fiducia dove la tradizione è di casa:

Città/ZonaNome LocalePerché AndarciSpecialità
FirenzePasticceria Nencioni (Via dei Conti)Storica, usa ancora la ricetta originale senza lievito. Atmosfera d’epoca.Cenci classici, sottilissimi.
FirenzePasticceria Gualtieri (Via dei Federighi)Artigianalità sopraffina. Qui le fanno anche al cioccolato.Cenci e Frappe ripiene di crema.
SienaPasticceria Bini (Via dei Montanini)Punto di riferimento senese. Impasto leggero e fragrante.Sfrappe perfette con zucchero a velo.
LuccaForno Amedeo Giusti (Via Santa Lucia)Forno storico nel cuore di Lucca. Profumo che invade la via.Frappe e castagnole freschissime.
ArezzoPasticceria La Loggetta (Piazza Grande)Vista magnifica e dolci tradizionali ben eseguiti.Crogetti aretini e ciambellone al vino.
MaremmaForni e pasticcerie di Saturnia e Massa MarittimaDurante i carnevali rustici, si trovano versioni “di paese” spesso più rustiche.Frittelle di riso e frappe semplici.

Consiglio dell’esperto: Il momento migliore per gustarle è nel primo pomeriggio, appena sfornate (le pasticcerie le friggono spesso a cicli). Chiedete sempre: “Sono di oggi?”.


🕰️ Quando e Come Mangiarle: il Rito Toscano

  • Il Periodo Giusto: La stagione ufficiale va dall’Epifania (6 gennaio) al Martedì Grasso. Fuori da questo periodo, è raro trovarle, e se le trovate, non sono la stessa cosa. La tradizione vuole che siano il dolce della domenica di Carnevale e del giovedì grasso.
  • L’Occasione Perfetta: Sono il dolce della convivialità. Si comprano a sacchetti di carta da condividere in famiglia, durante una passeggiata invernale, o dopo pranzo inzuppate nel Vin Santo (provatele, è un abbinamento sublime).
  • Come Si Conservano: Sono buonissime il giorno stesso. Per conservarle (massimo 2-3 giorni), mettetele in una scatola di latta o in un sacchetto di carta, mai nella plastica dove diventerebbero molli. Possono essere riscrocchiolite per 1 minuto in forno caldo.

Le frappe toscane sono più di un dolce: sono un rito stagionale, un gesto che si ripete ogni anno, un profumo che riporta all’infanzia. Rappresentano l’essenza della cucina toscana: ingredienti semplici, tecnica perfetta e un risultato che sa di casa e di festa.

E voi, le chiamate frappe, cenci o crogetti? Qual è la vostra pasticceria di fiducia per questo dolce di Carnevale?

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