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  • Gusti di gelato tipici toscani: rinfrescarsi a inizio estate con arte e tradizione

    Gusti di gelato tipici toscani: rinfrescarsi a inizio estate con arte e tradizione

    Giugno in Toscana. Il sole è alto, le giornate sono lunghe e il termometro inizia a salire. C’è un solo rimedio, universalmente riconosciuto, per affrontare i primi veri caldi: un bel gelato artigianale. Ma non uno qualunque. Non quello dai colori fluorescenti che si scioglie in modo sospetto. Stiamo parlando del gelato che è storia, arte e territorio.

    Sapevate che il gelato come lo conosciamo oggi è nato proprio qui, in Toscana? A Firenze, per la precisione, grazie a un genio del Rinascimento. E ancora oggi, passeggiando per le città e i borghi della regione, si possono scoprire gusti unici che raccontano secoli di tradizione.

    Ecco una guida per orientarsi tra i gusti tipici toscani, riconoscere un buon gelato artigianale e, soprattutto, evitare le trappole per turisti.

    🍦 La storia: quando il gelato era (già) geniale

    Tutto iniziò nel Cinquecento, alla corte dei Medici. Bernardo Buontalenti, artista, architetto e scenografo fiorentino, era incaricato di organizzare le feste di corte per impressionare gli ospiti illustri . E impressionò eccome quando, in occasione di un banchetto, servì una crema fredda a base di latte, miele, tuorlo d’uovo, un tocco di vino e aromi di bergamotto, limoni e arance .

    Quella crema, che oggi chiamiamo Crema Buontalenti o “Crema Fiorentina”, è considerata il primo gelato della storia . E ancora oggi, a distanza di 500 anni, è uno dei gusti più amati e riconoscibili della tradizione gelatiera toscana. Se lo vedete nel banco, sappiate che state assaggiando un pezzo di storia .

    🏆 I gusti tipici toscani che devi provare

    1. Crema Buontalenti (o Crema Fiorentina)

    Il gusto simbolo della Toscana. Una crema densa e vellutata, dal colore avorio, con sentori di vaniglia e agrumi. Non è la solita crema al latte: è più ricca, più elegante. La ricetta originale prevedeva anche un tocco di vino e scorze di agrumi canditi. Oggi ogni gelateria ne dà la sua interpretazione, ma la sostanza è sempre quella: un capolavoro di equilibrio.

    2. Crema di Santa Fina (San Gimignano)

    Se andate a San Gimignano, non potete non fermarti da Gelateria Dondoli in Piazza della Cisterna . Il loro gusto più celebre è la Crema di Santa Fina, uno dei pochi gelati al mondo ad avere una Denominazione Comunale di Origine . È una crema allo zafferano di San Gimignano DOP e pinoli . Il risultato? Un gelato dal colore caldo e dal sapore avvolgente, che sa di terra, di sole e di tradizione .

    3. Gelato allo Zafferano

    Lo zafferano di San Gimignano è un’eccellenza toscana riconosciuta DOP, e viene utilizzato non solo nei primi piatti ma anche nei dolci e, appunto, nel gelato . Ha un sapore erbaceo, leggermente amarognolo, che si sposa perfettamente con la dolcezza del latte e dello zucchero. Un gusto coraggioso, ma che conquista.

    4. Gelato al Rosmarino

    Sembra strano, ma è uno dei gusti più sorprendenti della nuova generazione di gelatieri toscani. A Grosseto, la gelateria L’Edicola propone un gelato al rosmarino che è una vera rivelazione . Le erbe aromatiche, in Toscana, sono di casa, e in versione gelato regalano una freschezza inaspettata e una nota quasi salina che esalta il palato.

    5. Sorbetto all’Annona

    Un frutto esotico dalla buccia bitorzoluta? Sì, ma coltivato in Calabria e portato in Toscana da un gelatiere geniale. Gianfrancesco Cutelli della gelateria De’ Coltelli a Pisa ha fatto del sorbetto all’annona uno dei suoi cavalli di battaglia . Il sapore? Un mix di pera e ananas, con una consistenza cremosa che non ti aspetti. Da provare assolutamente .

    6. Gelato al Riso Venere

    Ancora a Firenze, la Cantina del Gelato propone un gusto sorprendente: il gelato al riso Venere . Un cereale antico dal colore nero violaceo, che in versione gelato diventa una crema delicata, con note tostate e un retrogusto che ricorda il riso soffiato. Naturale, buonissimo e anche bello da vedere.

    7. Gelato all’Olio Extravergine di Oliva

    Sì, avete letto bene. Vetulio Bondi, maestro gelatiere fiorentino dei Gelati del Bondi, è famoso per il suo gelato all’olio extravergine d’oliva . Sembra un paradosso, e invece è geniale: il sapore fruttato e leggermente piccante dell’olio si sposa con la dolcezza del latte creando un equilibrio perfetto. Un gusto che non dimenticherete facilmente .

    8. Crema Maremmana

    Dalla Maremma arriva un gusto che profuma di Mediterraneo. La Crema Maremmana della gelateria L’Edicola a Grosseto è a base di scorza di limone, arancio e liquore Strega . Agrumata, profumata, leggermente alcolica. Il gelato ideale per un dopocena estivo.

    9. Cheesecake alla Lavanda con Pesche

    Un altro gusto audace della gelateria toscana contemporanea. Il Gelataio Filippo a Cecina ha creato un gelato al cheesecake alla lavanda con pesche . La lavanda dona una nota floreale e rilassante, le pesche la freschezza fruttata. Un equilibrio perfetto tra audacia e tradizione.

    10. Gelato alla Ricotta Speziata con Fichi

    Sempre da Il Gelataio Filippo a Cecina, ecco un gusto che sa di campagna e di tradizione: ricotta speziata con cannella, zenzero e scorza d’arancia, variegata con fichi . È un gelato denso, quasi strutturato, che si mangia come un dolce al cucchiaio.

    ⚠️ Come riconoscere un buon gelato artigianale (ed evitare le trappole)

    Il gelato artigianale è una delle eccellenze italiane, ma purtroppo non tutte le gelaterie che espongono il cartello “artigianale” lo sono davvero. Ecco alcuni trucchi per non cadere nelle trappole per turisti.

    Cosa guardare

    CaratteristicaBuon gelato artigianaleTrappola per turisti
    ColoreTenue, naturale (il pistacchio è marrone, non verde fluo; il limone è bianco, non giallo acceso)Colori fluorescenti, innaturalmente brillanti
    ConsistenzaMorbido, elastico, si scioglie gradualmenteTroppo duro (troppa aria) o troppo liquido (troppi addensanti)
    BancoPiani lisci, gelato a filo o leggermente rialzato (significa che viene lavorato continuamente)Banco a cumuli montagnosi (segno di conservazione prolungata)
    IngredientiEsposti chiaramente, possibilmente con origine delle materie primeNon ci sono informazioni o si parla solo di “gusti” generici

    Domande da fare al gelataio

    • “Quali gusti sono stagionali?” Un buon gelatiere ha gusti che cambiano con la frutta di stagione. Se a giugno trovate ancora gusti autunnali come fico o castagna… diffidate.
    • “Da dove vengono le vostre materie prime?” Se vi sanno rispondere con precisione (es. “i pistacchi sono di Bronte”, “le nocciole delle Langhe”), siete in buone mani.
    • “Il vostro gelato alla frutta è con frutta fresca?” La risposta dovrebbe essere sì, e il colore del sorbetto non dovrebbe essere acceso.

    I segnali d’allarme

    • La gelateria è proprio davanti al monumento più famoso della città (duomo, torre, piazza principale) e ha code organizzate da steward.
    • I gusti sono tutti perfettamente livellati a montagnetta, con decorazioni di panna e salsa già pronte.
    • Il prezzo è sospettosamente basso (1,50€ per 3 gusti in centro a Firenze? No.)
    • Il banco non mostra i gelati ma solo dei cartellini con i nomi (spesso coprono prodotti industriali).

    📍 Dove andare: le migliori gelaterie artigianali in Toscana

    Secondo la prestigiosa guida Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso (edizione 2025), i massimi riconoscimenti (i “Tre Coni”) vanno a quattro gelaterie toscane :

    GelateriaCittàPerché andarci
    I Gelati del BondiFirenzeIl gelato all’olio extravergine e la riscoperta dello zuccotto fiorentino “L’elmo di Caterina”. Un’istituzione 
    Gelateria della PasseraFirenze (Oltrarno)Ingredienti freschi, km zero, gusti come “Messer Brunelleschi” e “Monnalisa”. L’indirizzo dell’Oltrarno 
    De’ ColtelliPisaSorbetto all’annona, gelato al finocchietto selvatico, filiera corta e qualità certificata 
    Gelateria DondoliSan GimignanoCrema di Santa Fina, sorbetto alla Vernaccia, Curva Fiesole. La regina delle “gelaterie creative” 

    Altre gelaterie eccellenti segnalate

    • Chiccheria – Grosseto (Tre Coni nel 2024, segnalata anche nel 2025) 
    • L’Edicola – Grosseto (gusti originali: rosmarino, crema maremmana) 
    • Il Gelataio Filippo – Cecina (ricotta speziata con fichi, cheesecake alla lavanda con pesche) 
    • Cantina del Gelato – Firenze (gelato al riso venere, Acai Bowl) 
    • Cremeria Cecconi – Arezzo (La Vita è Bella, Umami) 
    • Gelateria Naturale – Volterra (cioccolato dalla fava di cacao) 

    🍽️ Come gustare il gelato: un piccolo rituale

    • Cono o coppetta? Cono per passeggiare (ma attenzione alle gocce!), coppetta per assaporare con calma e magari usare il cucchiaino.
    • Quantità? Meglio due gusti ben bilanciati che tre che si confondono. Un gusto crema (es. Buontalenti) e un gusto frutta o erbaceo (es. rosmarino o zafferano) è l’abbinamento perfetto.
    • Orario? Il momento migliore è il pomeriggio, quando il sole picchia, o la sera dopo cena. La mattina il gelato è appena stato preparato ed è al massimo della freschezza.
    • Dove mangiarlo? Lontano dalla gelateria, possibilmente seduti su una panchina con vista. Se la gelateria ha tavolini all’ombra e non vi chiede un sovrapprezzo, è un plus.

    🍦 Gusti classici vs gusti creativi: la scelta di giugno

    Come spiega Roberto Vannozzi, storico gelatiere della passeggiata di Viareggio, i gusti intramontabili restano crema, cioccolato, bacio e pistacchio . Ma con l’arrivo dell’estate, il gelato alla frutta diventa protagonista, scelto dalle mamme per i bambini e da chi cerca qualcosa di più leggero e rinfrescante .

    La mia raccomandazione: in una buona gelateria artigianale, prendete un gusto classico (per testare la qualità della materia prima) e uno creativo (per scoprire qualcosa di nuovo). Se la crema è buona e il pistacchio non è verde fluorescente, allora potete fidarvi per tutto il resto.

    📝 In sintesi: 5 consigli per un gelato perfetto in Toscana

    1. Cercate la fila dei locali. Non quella dei turisti davanti al duomo, ma quella dei genitori con bambini e ragazzi del posto. Quella è la gelateria buona.
    2. Osservate il banco. Se il gelato è “a filo” (cioè arriva fino al bordo del banco senza traboccare), significa che viene lavorato spesso. Se è ammucchiato a montagnetta, state alla larga.
    3. Sperate nei colori tenui. Il gelato artigianale vero non è mai fluorescente. Il limone è bianco (perché la polpa è bianca), il pistacchio è marrone, la menta è bianca (perché si usa l’infuso, non il colorante).
    4. Chiedete il gusto del momento. I gelatieri che usano frutta fresca di stagione cambiano spesso i gusti. Se a giugno chiedete “qual è la novità?” e vi rispondono con un frutto invernale… cambiate gelateria.
    5. Non abbiate paura dell’audace. Un gelato al rosmarino, allo zafferano o all’olio d’oliva non vi morderà. È il modo migliore per scoprire che la Toscana non finisce mai di stupire.

    La Toscana a giugno è calda, ma anche dolce, cremosa, sorprendente. È un gelato che si scioglie lentamente sulle labbra mentre guardate il Duomo di Firenze, la Torre di Pisa o le colline del Chianti. Basta sapere dove cercarlo.

    E voi, che gusto proverete per primo?