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  • Marzo in Toscana: 5 Passeggiate tra i Cipressi e le Prime Fioriture

    Marzo in Toscana: 5 Passeggiate tra i Cipressi e le Prime Fioriture

    Marzo in Toscana è un mese di grazia. Le giornate si allungano, l’aria si fa più mite e la natura si risveglia in un’esplosione di colori e profumi. È il momento perfetto per indossare scarpe comode e perdersi tra le colline, i boschi e i borghi, godendo di una regione ancora tranquilla, lontana dalla folla estiva .

    Le temperature oscillano tra gli 8°C e i 17°C, con giornate già primaverili alternate a piogge leggere: l’ideale per camminare senza soffrire il caldo, magari con un K-way nello zaino per ogni evenienza . E poi c’è lo spettacolo delle prime fioriture: mandorli, peschi e viole che colorano il paesaggio, incorniciato dai cipressi, simboli indiscussi dell’identità toscana .

    Ecco cinque passeggiate imperdibili per vivere la Toscana di marzo a passo lento.


    1. Val d’Orcia: San Quirico d’Orcia – Bagno Vignoni

    Il classico senza tempo tra cipressi e terme

    Iniziamo con un itinerario che è un’icona della Toscana nel mondo. Questo percorso collega due gioielli della Val d’Orcia, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, snodandosi tra dolci colline, filari di cipressi e le famose terme naturali .

    • Il percorso: Si parte da San Quirico d’Orcia, borgo medievale con i suoi giardini all’italiana e la collegiata. Si cammina lungo una strada bianca che si inoltra nella campagna, regalando scorci da cartolina sui famosi cipressi di San Quirico (quelli che tutti abbiamo visto almeno in una foto). La meta è Bagno Vignoni, unico nel suo genere: qui l’acqua termale scorre non in vasche ma in una grande vasca rettangolare al centro della piazza del borgo. In marzo, il vapore che si alza dall’acqua calda crea un’atmosfera quasi magica.
    • Perché a marzo: Le giornate limpide regalano una luce tersa che esalta i contrasti tra il verde brillante dei campi che rinascono e il grigio dei cipressi. All’arrivo, potrete concedervi il relax delle terme (gratuite all’aperto o a pagamento nelle strutture vicine), un vero piacere con l’aria ancora frizzantina.
    • Dettagli: Percorso facile, adatto a tutti. La lunghezza è di circa 6-7 km, percorribili in un paio d’ore a passo lento.

    2. Le Vie Cave: Pitigliano – Sovana

    Un viaggio nella storia tra i tufi della Maremma

    Spostiamoci nella suggestiva area del Tufo, in Maremma, per un’esperienza che unisce natura, archeologia e mistero. Le Vie Cave sono antichi tagli stradali etruschi, percorsi scavati nella roccia tufacea che creano gole profonde e suggestive, avvolte dalla vegetazione .

    • Il percorso: Si parte da Pitigliano, la “Piccola Gerusalemme”, con le sue case arroccate sul tufo. Dopo una visita al quartiere ebraico e alla sinagoga, si scende verso la valle e ci si inoltra in una delle Vie Cave più famose, come la Via Cava di San Giuseppe o quella di Poggio Cani . Si cammina incassati tra pareti di tufo alte decine di metri, ricoperte di muschio e felci, in un silenzio rotto solo dal rumore dei passi e dall’acqua che gocciola. Si attraversa la Necropoli etrusca di Sovana, con le sue tombe monumentali (come la Tomba Ildebranda), per risalire infine al borgo medievale di Sovana, con la sua splendida cattedrale .
    • Perché a marzo: La vegetzione non è ancora così fitta da oscurare il cielo in questi canyon, e l’umidità invernale rende i colori delle rocce e dei muschi particolarmente vividi. Inoltre, il percorso è affascinante anche con una leggera pioggerella, che aumenta l’atmosfera misteriosa del luogo.
    • Dettagli: Percorso di media difficoltà, con alcuni dislivelli. La lunghezza totale può variare dai 10 ai 15 km a seconda delle varianti. È consigliabile avere scarpe da trekking, dato il terreno spesso scivoloso .

    3. Anello del Monte Forato – Alpi Apuane

    Escursione tra geologia e panorami mozzafiato

    Se amate la montagna e i panorami a 360 gradi, le Alpi Apuane fanno al caso vostro. Qui il trekking si fa più impegnativo, ma regala emozioni indescrivibili. Il Monte Forato è così chiamato per la presenza di un arco naturale sulla sua cresta, un “buco” nella roccia attraverso cui si può vedere il cielo .

    • Il percorso: L’anello che porta alla vetta si snoda tra fitti boschi di faggio e tratti rocciosi aperti, fino a raggiungere il famoso foro. Dalla cima, lo spettacolo è totale: da un lato le Alpi Apuane con le loro pareti bianche di marmo, dall’altro il mare della Versilia e l’arcipelago toscano .
    • Perché a marzo: I faggi sono ancora spogli, ma questo permette di godere di panorami che in piena estate sarebbero nascosti dalle foglie. La luce di marzo è perfetta per fotografare il contrasto tra il verde dei pascoli e il bianco delle vette marmifere. Attenzione però: in alta quota il clima può essere ancora invernale, con possibili residui di neve.
    • Dettagli: Percorso di tipo escursionistico (E), con una durata di circa 5 ore e un dislivello significativo . Adatto a chi ha un minimo di esperienza e allenamento. Fondamentale l’attrezzatura adeguata.

    4. I ciliegi in fiore di Barga – Garfagnana

    Una passeggiata poetica ai piedi delle Apuane

    Nella verde Garfagnana, provincia di Lucca, marzo è il mese in cui la natura si prepara al suo spettacolo più dolce: la fioritura dei ciliegi. Il borgo di Barga, con il suo duomo che domina la valle, è il punto di partenza ideale per una passeggiata poetica .

    • Il percorso: Non esiste un sentiero segnato unico, ma una rete di stradine e carrarecce che si inerpicano sulle colline intorno a Barga e al vicino borgo di Castelvecchio Pascoli (dove sorge la casa museo del poeta Giovanni Pascoli). Bastano pochi minuti a piedi dal centro per trovarsi immersi in un paesaggio da sogno: i pendii si coprono di nuvole bianche e rosa, e il profumo dei fiori riempie l’aria. I ciliegi incorniciano le case di pietra e i campanili, con le imponenti Alpi Apuane sullo sfondo.
    • Perché a marzo: Verso la fine del mese, se l’andamento climatico è stato favorevole, la fioritura dei ciliegi raggiunge il suo apice. È un’esplosione di delicatezza che anticipa la primavera in uno dei contesti più autentici della Toscana.
    • Dettagli: Passeggiata facile, adatta a tutti. Si possono organizzare percorsi di varia lunghezza, da 2 a 10 km. Prima di partire, controllate sui social lo stato della fioritura con l’hashtag #barganofiorita.

    5. Le cascate del Diborrato – Colle Val d’Elsa

    Un tuffo nella natura selvaggia nel senese

    A pochi chilometri da Colle Val d’Elsa, in provincia di Siena, si trova una delle mete più suggestive per gli amanti del trekking: le Cascate del Diborrato. Un angolo di natura selvaggia e incontaminata, dove l’acqua scorre impetuosa creando piccole piscine naturali .

    • Il percorso: Il sentiero si addentra in un bosco rigoglioso e costeggia il torrente, regalando scorci sempre nuovi. Si cammina tra pareti rocciose e vegetazione, fino a raggiungere le cascate, un vero e proprio spettacolo della natura. In marzo, l’acqua è abbondante e il rumore della cascata è assordante.
    • Perché a marzo: È il momento ideale per vedere le cascate nel loro massimo splendore. Le piogge invernali e lo scioglimento delle nevi garantiscono una portata d’acqua imponente, molto più spettacolare rispetto ai mesi estivi. Il bosco si risveglia e, con un po’ di fortuna, si possono incontrare le prime fioriture.
    • Dettagli: Percorso di media difficoltà, con alcuni passaggi stretti e scivolosi. Durata circa 2-3 ore tra andata e ritorno. Necessarie scarpe da trekking impermeabili.

    Consigli per le tue passeggiate di marzo

    • Vestiti a strati: Il clima è variabile. Parti con una maglia termica, un pile e un guscio impermeabile nello zaino. Potresti aver bisogno di tutto nel giro di poche ore .
    • Scarpe adatte: Scegli sempre scarpe da trekking, possibilmente impermeabili. Alcuni percorsi (Vie Cave, cascate) possono essere fangosi o scivolosi.
    • Non dimenticare…: Acqua, qualche snack energetico, la macchina fotografica per immortalare le fioriture e, se ami osservare la natura, un binocolo.
    • Rispetta l’ambiente: I sentieri attraversano aree protette e proprietà private. Resta sui percorsi segnati, non lasciare rifiuti e non raccogliere fiori.

    Marzo in Toscana è un invito a camminare, a respirare a pieni polmoni e a lasciarsi stupire dalla bellezza di una terra che si rinnova. Buona camminata

  • Cosa si Mangia a Marzo in Toscana: La Ricetta della ‘Brustico’ e dei Carciofi alla Romana (con un Tocco Toscano)

    Cosa si Mangia a Marzo in Toscana: La Ricetta della ‘Brustico’ e dei Carciofi alla Romana (con un Tocco Toscano)

    Marzo in Toscana è un mese di transizione anche a tavola. Gli ultimi sapori invernali lasciano spazio alle prime, timidissime, primizie primaverili. I banchi dei mercati si riempiono di carciofi, baccelli e erbe di campo, mentre i laghi e i fiumi offrono ancora il meglio della loro pesca.

    In questo articolo vi porto alla scoperta di due piatti che raccontano storie diverse, ma ugualmente autentiche, della tradizione culinaria toscana. Da un lato, il brustico, un’antica preparazione di origini etrusche che sa di fumo e di lago. Dall’altro, i carciofi “alla romana”, rivisitati con quel tocco toscano che trasforma una ricetta laziale in un piatto di famiglia, tramandato di generazione in generazione.

    Due ricette, due storie, un unico denominatore: l’amore per la buona cucina e per i prodotti genuini della nostra terra.


    Il Brustico: un’Antica Ricetta Etrusca che Sa di Lago

    Il brustico (o “abbrusticato”) è un piatto antichissimo, le cui origini affondano nella civiltà etrusca. Si tramanda che i pescatori dei lagi di Chiusi, Montepulciano e del Trasimeno cuocessero il pesce in questo modo rituale, utilizzando ciò che la natura offriva loro in abbondanza: le canne lacustri .

    Il nome deriva dal toscanismo “abbrusticà”, che significa abbrustolire, ed è esattamente ciò che accade al pesce durante la cottura . La particolarità di questa preparazione sta proprio nel combustibile utilizzato: fascine di canne e giunchi raccolti sulle rive del lago. Bruciando, queste canne ancora umide sprigionano un fumo aromatico che impregna il pesce, regalando un profumo e un sapore affumicato inconfondibile .

    La Storia: un Rito che Viene da Lontano

    C’è qualcosa di sacrale nel modo in cui per secoli i pescatori hanno cucinato il pesce di lago su fuochi di canne e giunchi . Un’usanza nata forse dalla necessità (le canne erano il combustibile più a disposizione), ma che è diventata nel tempo una tradizione gelosamente custodita.

    Oggi, il brustico è un piatto celebrato in sagre e feste popolari. Da oltre 30 anni, ad esempio, la terza settimana di luglio a Villastrada, piccolo paese sul Lago di Chiusi, si svolge la tradizionale Sagra del Brustico . Ma marzo, con l’aria ancora frizzante e il desiderio di piatti genuini e confortanti, è il periodo perfetto per riscoprire questo sapore antico.

    La Ricetta Tradizionale del Brustico

    Preparare il brustico a casa è possibile, anche senza le canne di lago (ma se riuscite a procurarvi delle canne secche, il risultato sarà ancora più autentico!). Ecco la ricetta tradizionale .

    Ingredienti per 6 persone:

    • 1 kg di pesce di lago di piccola taglia (luccio, tinca, persico reale, persico sole, scardola, boccalone) 
    • Olio extravergine di oliva q.b.
    • Sale e pepe q.b.
    • Limone (o aceto, a piacere)
    • (Facoltativo) Prezzemolo tritato

    Preparazione:

    1. Preparate il fuoco: Se avete la fortuna di avere delle canne di lago, create una fascina e accendete un fuoco vivo. In alternativa, potete utilizzare della legna aromatica o un barbecue a carbone, cercando di ottenere una brace molto calda.
    2. Cuocete il pesce: Mettete il pesce (intero, con le squame) su una graticola sistemata sopra alla fiamma. Lasciatelo sul fuoco fino a che le squame saranno del tutto bruciate e annerite .
    3. Raschiate le squame: Togliete il pesce dal fuoco e, aiutandovi con un coltellino o una spugnetta metallica, raschiate via le squame carbonizzate partendo dalla testa verso la coda .
    4. Seconda cottura: Rimettete il pesce sulla graticola e proseguite la cottura. Capirete che è pronto quando, raschiandolo nuovamente, risulterà dorato e, togliendo la pinna dorsale, questa si staccherà con facilità dal resto del corpo .
    5. Pulite e sfilettate: Esercitate una leggera pressione nel punto dove avevate tolto la pinna: il pesce si dividerà in due parti. Eliminate la testa, la coda, le lische e le interiora. Otterrete così dei filetti perfetti .
    6. Condite: Disponete i filetti in un largo vassoio e conditeli con olio extravergine di oliva a crudo, sale, pepe e abbondante limone (o qualche goccia di aceto, come preferiscono alcuni). Qualcuno aggiunge anche un pizzico di prezzemolo tritato .

    Il segreto: La vera essenza del brustico è il profumo di fumo delle canne lacustri. Se non potete riprodurlo fedelmente, cercate di ottenere una brace molto aromatica e di cuocere il pesce velocemente a fiamma viva.


    I Carciofi alla Romana… con un Tocco Toscano

    Se il brustico è un piatto di origine antichissima e legato a un territorio specifico, i carciofi “alla romana” sono una ricetta che ha varcato i confini del Lazio ed è entrata nel cuore (e nelle cucine) di molte famiglie toscane.

    La ricetta che vi propongo arriva da una cuoca toscana doc che ha ereditato questa preparazione dalla nonna. La storia è semplice e bellissima: il babbo, rappresentante di commercio, andava spesso a Roma e lì aveva imparato ad amare i carciofi alla romana. Tornato a casa, chiese alla madre di prepararglieli, e lei, pur non essendo un piatto della tradizione toscana, per farlo felice li fece suoi, aggiungendo quel tocco personale che solo una mamma sa dare .

    Il risultato? Dei carciofi che non sono esattamente quelli romani, ma qualcosa di altrettanto buono: un piatto di famiglia, fatto con amore e con ingredienti toscani.

    La Ricetta della Nonna: Carciofi “quasi alla romana” ma fatti da una toscana

    Ingredienti per 4 persone:

    • 4 carciofi (meglio se toscani, quelli maremmani sono perfetti!) 
    • Mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
    • 2 spicchi d’aglio
    • Un ciuffetto di prezzemolo
    • Mezzo bicchiere di vino bianco
    • Sale e pepe q.b.
    • Mezzo limone (per l’acidulato)

    Preparazione:

    1. Pulite i carciofi: Togliete le foglie più dure e tagliate la cima di netto. Pulite anche i gambi, tenendo la parte più tenera, e tagliateli a fettine. Man mano che li pulite, mettete i carciofi in una ciotola con acqua fredda acidulata con il succo di mezzo limone, per evitare che anneriscano .
    2. Preparate il condimento: In una ciotolina, preparate un trito un po’ grosso di aglio e prezzemolo. Aggiungete l’olio, il sale, il pepe e il vino bianco. Mescolate il tutto .
    3. Immergete i carciofi: Prendete i carciofi uno a uno, sbatteteli su un tagliere per far uscire l’acqua in eccesso, e poi tuffateli nel misto di olio e odori, rigirandoli per insaporirli bene .
    4. Disponeteli in pentola: Man mano che sono pronti, mettete i carciofi in una pentola non troppo alta, con i gambi tagliati. Versate sopra il rimanente condimento e aggiungete un bicchiere dell’acqua acidulata dove hanno riposato i carciofi .
    5. Il “segreto” della nonna: Accendete il fuoco a fiamma bassa. A questo punto, la nonna prendeva un tovagliolo, lo bagnava e lo appoggiava sui carciofi, coprendo poi con il coperchio. La nipote ha sostituito il tovagliolo con della carta forno bagnata . Questo sistema permette ai carciofi di cuocere al vapore, rimanendo morbidi e sugosi.
    6. Cuocete: Lasciate cuocere per circa 15 minuti. Controllate di tanto in tanto. Se vedete che c’è ancora troppo liquido, togliete la carta forno 5 minuti prima di spegnere. A molti piacciono anche con un bel po’ di sughetto .
    7. Servite: I carciofi della nonna sono perfetti serviti con del pane leggermente abbrustolito (o anche con pane fresco). Sono un vero godimento !

    Perché Marzo è il Mese Giusto per Questi Piatti

    • Il brustico: Marzo, con le sue giornate che si allungano ma con l’aria ancora frizzante, è il momento ideale per riscoprire i piatti della tradizione contadina e di lago. Il brustico, con il suo profumo di fumo e la sua semplicità, è un omaggio alla cucina povera ma ricca di sapore.
    • I carciofi: Marzo è il mese dei carciofi in Toscana. Le varietà locali, come i carciofi maremmani, sono al massimo della loro tenerezza e sapore . Cucinarli “alla romana” con un tocco toscano significa celebrare il prodotto di stagione nel modo più gustoso e familiare.

    Un Abbinamento Perfetto

    Per accompagnare questi piatti, vi suggerisco due vini toscani:

    • Con il brustico, un Bianco di Pitigliano fresco e sapido, o un Vernaccia di San Gimignano, esalteranno il sapore delicato del pesce di lago.
    • Con i carciofi, la scelta è più difficile perché sono notoriamente “difficili” da abbinare. Un Morellino di Scansano giovane e fresco, o un Bolgheri Rosato, possono essere ottimi compagni. In alternativa, un Vermentino strutturato.

    Marzo in Toscana è anche questo: profumo di fumo che si alza dai laghi, carciofi che cuociono piano piano in pentola, storie di famiglia che si tramandano attraverso il cibo. Buon appetito e buona primavera!

  • Eventi in Toscana a Marzo 2026: La Guida Completa a Cultura, Sapori e Tradizioni

    Eventi in Toscana a Marzo 2026: La Guida Completa a Cultura, Sapori e Tradizioni

    Marzo è il mese in cui la Toscana si risveglia dal suo torpore invernale e si prepara ad accogliere la primavera con un calendario ricco di eventi straordinari. Le giornate si allungano, l’aria si fa più mite e le piazze, i musei e i borghi si animano di appuntamenti che spaziano dall’arte alla musica, dalle tradizioni popolari ai grandi festival enogastronomici.

    Se stai pianificando una visita in questo periodo, sei nel momento giusto: potrai goderti il meglio della regione senza l’affollamento estivo, immergendoti in esperienze autentiche che solo marzo sa regalare. Ecco una selezione degli eventi più imperdibili.


    Arte e Cultura: Grandi Mostre e Tradizioni Storiche

    Mark Rothko a Palazzo Strozzi – Il Grande Ritorno dell’Arte a Firenze

    Dal 14 marzo 2026 (fino ad agosto), Palazzo Strozzi ospita una delle mostre più attese dell’anno in Europa: una grande retrospettiva dedicata a Mark Rothko, il maestro dell’astrattismo americano .

    L’esposizione riunisce opere provenienti dalle più importanti collezioni internazionali, creando un dialogo inedito tra la spiritualità cromatica di Rothko e la magnificenza dell’architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi. Un’esperienza meditativa e visivamente travolgente che promette di essere uno dei hit culturali del 2026 .

    Capodanno Fiorentino – Il Ritorno all’Antico

    Sapevi che fino al 1750 Firenze celebrava il nuovo anno il 25 marzo? In occasione della festività dell’Annunciazione, la città rivive questa antica tradizione con un suggestivo corteo storico che parte da Palazzo Vecchio e arriva alla Basilica della Santissima Annunziata .

    Figure in costumi rinascimentali, sbandieratori e musici animano le vie del centro, culminando con una cerimonia nella basilica dove i fiorentini rendono omaggio all’immagine sacra della Vergine. Un tuffo nella storia che pochi turisti conoscono .

    • Dove: Centro storico, Firenze (da Palazzo Vecchio alla Santissima Annunziata)
    • Quando: 25 marzo 2026
    • Info: comune.fi.it

    Cinema e Fumetti: Due Festival per gli Appassionati

    Lucca Collezionando 2026 – L’Omaggio a Valentina

    Prima del grande Lucca Comics & Games di autunno, a marzo c’è Lucca Collezionando, il festival “vintage-pop” dedicato al collezionismo. La nona edizione, in programma il 28 e 29 marzo, rende un omaggio speciale a Valentina, l’iconico personaggio di Guido Crepax .

    Un paradiso per collezionisti e nostalgici: fumetti rari, figurine, action figure, videogiochi retrò, incontri con autori e workshop. Un’atmosfera più intima e raccolta rispetto alla kermesse autunnale, ideale per chi ama la cultura del fumetto classico .

    Florence Korea Film Fest – Il Cinema Coreano a Firenze

    Il Florence Korea Film Fest celebra la sua 24ª edizione dal 19 al 28 marzo al Cinema La Compagnia. È il più longevo festival italiano dedicato al cinema coreano e propone una selezione che spazia dal cinema d’autore ai blockbuster, con anteprime nazionali, retrospettive e incontri con registi e attori .

    Per l’edizione 2026, il festival si arricchisce di una sezione dedicata alla K-Culture con eventi gastronomici e mostre, creando un ponte tra Seoul e Firenze .

    • Dove: Cinema La Compagnia, Firenze
    • Quando: 19-28 marzo 2026
    • Info: koreafilm.it

    Enogastronomia: I Sapori della Toscana in Festa

    Terre di Toscana 2026 – Il Grand Hotel del Vino Toscano

    Domenica 22 e lunedì 23 marzo, Lido di Camaiore ospita la XVIII edizione di Terre di Toscana, uno degli appuntamenti enologici più prestigiosi d’Italia .

    Centoquaranta produttori selezionati presentano oltre 700 etichette, dalle denominazioni storiche come Brunello di Montalcino e Bolgheri ai bianchi di San Gimignano e alle realtà emergenti. Un’occasione unica per incontrare i vignaioli, degustare vecchie annate e scoprire la straordinaria diversità del territorio vinicolo toscano. Completa l’esperienza una selezione di artigiani del cibo toscano in una sala dedicata .

    • Dove: Hotel UNA Esperienze Versilia Lido, Lido di Camaiore (LU)
    • Quando: 22-23 marzo 2026
    • Info: terreditoscana.info

    Le Sagre del Tartufo a San Miniato

    Marzo è il mese del Tartufo Marzuolo (o Bianchetto), e San Miniato, patria del tartufo, lo celebra come si deve .

    • Sagra del Tartufo Bianchetto a Corazzano: sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo .
    • Mostra Mercato del Tartufo Marzuolo di Cigoli: 18-19 marzo 2026 (XXIV edizione), con stand espositivi, degustazioni e piatti al tartufo [dagli articoli precedenti].
    • Nuova manifestazione a Corazzano: 11-12 marzo 2026 [dagli articoli precedenti].

    Altre Sagre e Feste Gastronomiche

    Il panorama delle sagre di marzo è ricco e variegato :

    • Sagra del Neccio a San Quirico di Valleriana (PT) – 9 marzo: l’antica crepe di farina di castagne, semplice e rustica, servita calda con ricotta o miele, in uno splendido borgo medievale della Montagna Pistoiese .
    • Sagra della Polenta a Compiobbi (Fiesole) – 26 febbraio/1 marzo e 5/8 marzo: polenta in tutte le sue varianti .
    • Sagra delle Frittelle a Bagno a Ripoli – ogni sabato e domenica fino al 1° marzo .
    • Sagra del Cinghiale e del Tortello Mugellano a Scarperia – per tre weekend consecutivi .
    • Sagra dell’Ovo Sodo a Marliana (PT) – 28 marzo: un ingrediente semplice come l’uovo diventa occasione di festa e condivisione in un’atmosfera familiare .
    • Frittelle in Festa a Rapolano Terme – fino al 22 marzo .

    Sport e Tradizioni Popolari

    Half Marathon Firenze – Correre nel Cuore della Bellezza

    Domenica 29 marzo, Firenze ospita la 42ª edizione della Mezza Maratona. Migliaia di corridori percorrono 21,097 km nel centro storico, passando davanti a Uffizi, Ponte Vecchio, Oltrarno e arrivando in Piazza Santa Croce .

    Un percorso pianeggiante che offre ai partecipanti un’esperienza visiva unica al mondo. Oltre alla gara competitiva, sono previste una non competitiva di 10,5 km aperta a tutti e la Charity Walk del sabato, una camminata solidale dedicata a Dante Alighieri .

    • Dove: Partenza Lungarno della Zecca, arrivo Piazza Santa Croce, Firenze
    • Quando: 29 marzo 2026
    • Info: halfmarathonfirenze.it

    Palio dei Somari di Torrita di Siena – La Gara più Divertente della Toscana

    Domenica 22 marzo (la domenica successiva al 19 marzo, festa di San Giuseppe), Torrita di Siena vive la sua festa più autentica: il Palio dei Somari .

    Una competizione tra gli otto rioni (contrade) del paese che correggia… con gli asini! Ma è molto più di una semplice gara: la giornata include un suggestivo corteo storico in costume medievale, sbandieratori, tamburini e mercatini dell’artigianato. Un evento genuino e divertente, lontano dai circuiti turistici tradizionali .


    Natura e Giardinaggio

    Firenze Flower Show – La Primavera nel Giardino dei Corsini

    Il 28 e 29 marzo, lo splendido Giardino Corsini apre le porte al pubblico per ospitare il Firenze Flower Show, la più importante mostra di piante rare e curiose della città .

    I migliori vivaisti italiani espongono esemplari botanici unici in uno scenario storico privato solitamente chiuso al pubblico. Oltre all’esposizione, sono previsti corsi gratuiti di giardinaggio, dimostrazioni di decorazione floreale e attività per bambini. Il programma perfetto per una giornata in famiglia all’insegna dei colori e dei profumi della primavera .


    Per i più Piccoli (e non solo)

    Europa Project Week – L’Europa Spiegata a Tutti

    Dal 19 al 21 marzo, la Fortezza da Basso ospita un festival innovativo dedicato ai progetti europei e alle politiche dell’UE. L’obiettivo è avvicinare i cittadini alle istituzioni attraverso forum, conferenze e un’area espositiva dedicata alle eccellenze del Made in Italy finanziate con fondi europei .

    Con oltre 100 espositori e uno spazio dedicato all’orientamento per i giovani, è un’occasione per scoprire come l’Europa lavora concretamente sul territorio .

    • Dove: Fortezza da Basso, Firenze
    • Quando: 19-21 marzo 2026
    • Info: firenzefiera.it

    Eventi Politici e Sociali

    Task Force Giovanisì – I Giovani Incontrano le Istituzioni

    La Task Force di Giovanisì, progetto della Regione Toscana per le nuove generazioni, organizza cinque incontri sul territorio per coinvolgere gli studenti delle scuole superiori .

    • 2 marzo: Firenze (studenti di FI, PO, PT) – Palazzo Medici Riccardi
    • 12 marzo: Arezzo (studenti di AR, SI) – Palazzo della Provincia
    • 16 marzo: Lucca (studenti di LU, MS) – Palazzo Ducale
    • 18 marzo: Livorno (studenti di LI, PI, GR) – Museo di Storia Naturale del Mediterraneo
    • Fine marzo: Evento di restituzione conclusivo

    La partecipazione è riservata ai rappresentanti d’istituto, ma l’iniziativa testimonia l’attenzione della regione verso il protagonismo giovanile .


    Consigli per Vivere al Meglio gli Eventi di Marzo

    • Prenota in anticipo: Per mostre come Rothko a Palazzo Strozzi e per gli eventi enogastronomici come Terre di Toscana, è consigliabile acquistare i biglietti online con qualche settimana di anticipo.
    • Vestiti a strati: Marzo è imprevedibile. Porta con te un k-way per le giornate di pioggia e un pile per le serate fresche, soprattutto se partecipi a eventi all’aperto.
    • Info sempre aggiornate: I siti web delle sagre e degli eventi vengono aggiornati costantemente. Controlla le pagine ufficiali prima di partire per eventuali variazioni di programma.

    Marzo in Toscana è un mese di rinascita, dove ogni giorno offre un pretesto per scoprire qualcosa di nuovo. Che tu sia un appassionato d’arte, un gourmet, un runner o un semplice curioso, troverai un evento che fa per te. Buon marzo in Toscana!

  • Week-end alla Ricerca del Mandorlo in Fiore: Itinerari tra Lucca e la Lunigiana

    Week-end alla Ricerca del Mandorlo in Fiore: Itinerari tra Lucca e la Lunigiana

    Mentre gran parte della Toscana aspetta ancora il risveglio della primavera, c’è un angolo di regione che già a fine febbraio e nei primi giorni di marzo si veste di bianco e rosa. È la terra dei mandorli in fiore, un miracolo della natura che trasforma le colline e le vallate in un dipinto impressionista.

    Protagonista di questo spettacolo è la fascia settentrionale della Toscana, quella che dalla Piana di Lucca si addentra nelle valli e risale fino alla storica regione della Lunigiana. Un territorio di confine, da sempre crocevia di popoli e culture, dove i mandorli non sono solo alberi da frutto, ma veri e propri custodi di un paesaggio e di una tradizione secolare. I loro rami spogli, per primi, osano sfidare gli ultimi freddi regalandoci una fioritura che sa di speranza e rinascita.

    Ecco due itinerari per un weekend indimenticabile alla ricerca di questo spettacolo effimero e delicato.


    Perché il Mandorlo? Un Simbolo di Antica Saggezza

    Il mandorlo è tra gli alberi da frutto più longevi e resistenti. In Lunigiana, la sua presenza è antica e radicata. Introdotto probabilmente dai monaci benedettini lungo le vie di pellegrinaggio (come la Via Francigena), è sempre stato un bene prezioso per le comunità contadine. Le sue mandorle, ricche di proprietà nutritive, venivano utilizzate in cucina, nella pasticceria povera e persino per ricavare un latte vegetale durante i periodi di magra.

    Oggi, ammirare un mandorlo in fiore significa immergersi in un paesaggio culturale, dove la bellezza della natura si intreccia con la storia e il lavoro dell’uomo.


    Itinerario 1: Dalle Pizzorne alla Valle del Serchio

    Questo primo itinerario è adatto a chi vuole combinare la scoperta di luoghi suggestivi con passeggiate nella natura, partendo dalle colline alle spalle di Lucca per poi scendere lungo il corso del fiume Serchio.

    Il Percorso:

    1. Le Pizzorne: Iniziate il vostro weekend salendo sull’altopiano delle Pizzorne, un vero e proprio balcone naturale tra Lucca e la Valle del Serchio. Qui, tra boschi di castagni e cerri, si nascondono piccoli borghi e poderi isolati. Nei prati e lungo i bordi delle strade sterrate, i mandorli, spesso isolati o in piccoli gruppi, creano macchie di colore inaspettate. Il silenzio è rotto solo dal vento e dal canto degli uccelli. Un luogo perfetto per una camminata rigenerante.
    2. Discesa verso la Valle del Serchio: Scendendo verso il fondovalle, la presenza dei mandorli si fa più fitta. Seguite la strada che costeggia il fiume o che attraversa i paesi collinari come Matraia e Segromigno in Monte. Qui i mandorli fioriti incorniciano le antiche ville lucchesi e le pievi romaniche, creando contrasti di rara bellezza.
    3. Borgo di Castiglione di Garfagnana: Proseguendo verso nord, addentratevi in Garfagnana. Il borgo fortificato di Castiglione, dominato dalla sua imponente rocca estense, è una tappa obbligata. Dai suoi camminamenti, lo sguardo spazia sulle montagne e sulle colline circostanti, dove i mandorli in fiore punteggiano il paesaggio come piccole nuvole posate sui pendii.

    Cosa fare:

    • Passeggiata panoramica: Seguite un sentiero che dal borgo di Castiglione si inoltra verso le campagne. Troverete sicuramente mandorli secolari dai tronchi contorti e dai rami carichi di fiori.
    • Visita a un frantoio: In questa zona si produce un ottimo olio. Alcuni frantoi aprono le porte per visite e degustazioni (meglio prenotare).

    Dove mangiare:
    Fermatevi in un rifugio o in un agriturismo sulle Pizzorne o in Garfagnana per un pranzo caldo a base di farro, funghi e formaggi di pecora. La zuppa di farro è il piatto ideale per riprendersi dopo una camminata.

    Dove dormire:
    Scegliete un agriturismo immerso nelle colline tra Lucca e la Garfagnana. A marzo, i prezzi sono ancora contenuti e potrete godervi il panorama direttamente dalla vostra finestra.


    Itinerario 2: Nel Cuore della Lunigiana, tra Borghi di Pietra e Antiche Vie

    Questo secondo itinerario vi porta dritti nel cuore della Lunigiana storica, la terra dei Castelli e della Via Francigena. Qui la fioritura dei mandorli assume un significato quasi epico, incorniciando rocche millenarie e borghi arroccati.

    Il Percorso:

    1. Pontremoli e la bassa Lunigiana: Iniziate da Pontremoli, il capoluogo storico della Lunigiana, famoso per la sua conformazione a “chiavarina” (strada lunga) e per le sue nobili dimore. Passeggiate sul ponte della Cresa e ammirate il castello del Piagnaro che domina la città. Nei dintorni, verso Filattiera e Villafranca in Lunigiana, la campagna inizia a tingersi di rosa. I mandorli crescono spontanei lungo i terrazzamenti e ai bordi dei campi.
    2. Mulazzo e i feudi dei Malaspina: Proseguite verso Mulazzo, uno dei borghi più belli d’Italia, patria del poeta Dante Alighieri (che qui fu ospite dei Malaspina). Il suo castello e il centro storico, in pietra, sono lo scrigno perfetto per la gemma della fioritura. Da qui, partono diverse strade bianche che si inerpicano sulle colline circostanti, offrendo scorci incredibili con i mandorli in primo piano e le montagne dell’Appennino sullo sfondo.
    3. Il clou: il Santuario di Montesenario (o Monte Santa Croce) e i borghi di grotta: Per il momento più suggestivo, salite verso uno dei luoghi simbolo della Lunigiana, come il Santuario di Montesenario a Filetto (o il Monte Santa Croce a Rocchetta di Vara, se volete sconfinare un attimo in Liguria). Il paesaggio si fa più aspro e selvaggio, ma proprio qui i mandorli, aggrappati alle rocce e alle pendici dei monti, sembrano compiere un miracolo di resilienza. I loro fiori delicati contrastano con la durezza della pietra, creando un’immagine di struggente bellezza.
    4. Tappe d’obbligo: Non perdete borghi come Fosdinovo, con il suo imponente castello che domina la Val di Magra, e Bagnone, con il suo antico mulino e le strette viuzze medievali. In ogni borgo, cercate il mandorlo solitario che fiorisce silenzioso in un angolo del giardino o ai piedi delle mura.

    Cosa fare:

    • Escursione tra i mandorli: Informatevi presso le Pro Loco locali (Pontremoli, Mulazzo, Bagnone) se organizzano passeggiate guidate alla scoperta della fioritura.
    • Assaggi di sapori lunigianesi: Marzo è anche il periodo dei testaroli (una specie di pasta spessa, cotta su testi di terracotta) e della spongata (un dolce speziato tipico del periodo pasquale e delle feste). Cercate queste prelibatezze nei forni e nei negozi tipici.

    Dove mangiare:
    Cercate una trattoria tipica a Mulazzo o a Pontremoli. Assaggiate i primi piatti a base di funghi porcini secchi (ancora ottimi) e la carne alla brace.

    Dove dormire:
    Scegliete un B&B in un borgo storico (Fosdinovo o Mulazzo offrono ottime soluzioni) o un agriturismo con vista sulle colline.


    Consigli pratici per il weekend del Mandorlo in Fiore

    • Il periodo giusto: La fioritura è un evento molto variabile, dipende dall’andamento climatico. In linea di massima, il periodo migliore va da metà febbraio a metà marzo. Per essere sicuri, prima di partire controllate le pagine social delle Pro Loco della zona (soprattutto quelle di Mulazzo, Pontremoli e Bagnone) o cercate l’hashtag #mandorloinfiore #lunigiana per vedere le ultime fioriture segnalate.
    • Abbigliamento: Il tempo in montagna a marzo è mutevole. Vestitevi a strati, con un pile e un giacchetto impermeabile. Non dimenticate scarpe comode per camminare (meglio se da trekking) e un cappello per ripararvi dal sole o dal vento.
    • Fotografia: La luce migliore per fotografare i mandorli è quella del mattino presto o del tardo pomeriggio (l’ora d’oro). Cercate di inquadrare i fiori con un borgo o un castello sullo sfondo per dare profondità e contesto allo scatto.
    • Rispettate la natura: I mandorli sono spesso su terreni privati. Ammirateli dalla strada o dai sentieri pubblici, senza entrare nei campi o spezzare i rami.

    Un weekend tra Lucca e la Lunigiana a marzo è un’esperienza che scalda il cuore e apre gli occhi sulla bellezza più autentica e delicata della Toscana. Buona ricerca e buona fioritura

  • Olio Nuovo e Primavera: Alla Scoperta delle Fiaccole della Frantoiana

    Olio Nuovo e Primavera: Alla Scoperta delle Fiaccole della Frantoiana

    C’è un momento magico nell’anno in cui la Toscana si veste di verde argento e i profumi si fanno più intensi. È il periodo della fioritura degli ulivi, tra aprile e maggio, quando le campagne si riempiono di migliaia di piccoli fiori candidi che danzano al vento. Ma c’è un altro momento, altrettanto magico, che guarda al futuro: è il periodo dell’olio nuovo, quel nettare verde e vibrante che porta con sé tutto il profumo e l’energia delle olive appena spremute.

    La “fiaccola della frantoiana” non è una torcia, ma un’esperienza sensoriale unica: è la fiamma che arde nei frantoi durante la molitura, è la passione dei produttori che tramandano un’arte antica, è la luce che si accende nei calici durante una degustazione quando si scopre un sapore inaspettato. In questo articolo ti portiamo alla scoperta dell’oleoturismo in Toscana, tra frantoi storici, passeggiate tra gli ulivi e assaggi di olio nuovo.


    Cos’è l’oleoturismo e perché in Toscana è un’esperienza imperdibile

    L’oleoturismo è una forma di viaggio esperienziale che ruota attorno all’olio extravergine d’oliva . Non si limita a una semplice degustazione, ma consente di vivere un’esperienza completa: dalla visita agli uliveti e ai frantoi alla partecipazione a laboratori per comprendere i metodi di produzione, fino all’abbinamento con i piatti tipici locali .

    La Toscana è considerata una delle mete principali per l’oleoturismo, grazie ai suoi uliveti secolari e alla varietà di oli extravergine DOP e IGP . In particolare, gli uliveti della Val d’Orcia, patrimonio UNESCO, sono tappe obbligate per chi vuole scoprire l’olio locale .

    Ma cos’è esattamente l’olio nuovo? È l’olio ottenuto dalle olive della stagione in corso, spremuto a freddo e imbottigliato senza filtrazione, o con una filtrazione minima. Si presenta torbido, di un colore verde intenso, con un profumo erbaceo e un sapore fruttato, spesso piccante e amarognolo. È un’esperienza sensoriale completamente diversa dall’olio “vecchio”, più morbido e rotondo. L’olio nuovo è la primavera in bottiglia, la promessa dei raccolti futuri.


    Le varietà di olive toscane: un patrimonio di biodiversità

    Prima di addentrarci tra i frantoi, è utile conoscere le principali varietà di olive che rendono unico l’olio toscano:

    • Frantoiano (o Frantoio): È la regina delle olive toscane. Molto diffusa in tutta la regione, regala un olio fruttato, con note di carciofo e mandorla, leggermente piccante e amarognolo .
    • Moraiolo: Tipica delle colline, soprattutto senesi e fiorentine, produce un olio dal fruttato intenso, con sentori di erba appena tagliata e un deciso carattere piccante e amaro .
    • Leccino: Diffusa in tutto il Centro Italia, è più dolce e delicata rispetto alle precedenti, con note di mandorla e mela.
    • Pendolino: Usata spesso come impollinatore, aggiunge complessità all’olio con note più floreali.

    La combinazione di queste varietà, in percentuali variabili, dà vita agli oli toscani più celebri, come il Chianti Classico DOP o il Toscano IGP.


    Dove vivere l’esperienza dell’olio nuovo in Toscana

    Ecco una selezione di frantoi ed esperienze per immergersi nel mondo dell’olio extravergine toscano.

    1. Frantoio Buonamici – Fiesole (Firenze)

    Un viaggio nella tradizione a due passi da Firenze

    Immerso nella pittoresca campagna di Fiesole, il Frantoio Cesare Buonamici è un’azienda a conduzione familiare che fonde tradizione e innovazione moderna per produrre alcuni dei migliori oli extravergine di oliva della zona .

    • L’esperienza: Il frantoio offre un tour guidato della durata di un’ora, che porta i visitatori all’interno dello stabilimento per scoprire l’affascinante processo di trasformazione delle olive in “oro liquido”. Dall’attenta selezione e raccolta delle olive alla precisione dell’estrazione a freddo, ogni passaggio è progettato per preservare il sapore, l’aroma e le proprietà nutrizionali dell’olio .
    • La degustazione: Dopo il tour, si partecipa a una sessione di degustazione tecnica di tre-cinque diverse varietà di olio extravergine. Per purificare il palato e accentuare le caratteristiche degli oli, la degustazione è accompagnata da cracker e fette di mela verde, un abbinamento che esalta le note fruttate e amare .
    • Perché andare a marzo: Marzo è il momento ideale per degustare l’olio nuovo quando ha già superato la fase più “agitata” della gioventù, ma conserva ancora tutta la sua personalità. Inoltre, la campagna di Fiesole in questo periodo inizia a risvegliarsi, regalando scorci incantevoli.

    2. Frantoio Franci – Montenero (Livorno)

    L’oro verde della Costa degli Etruschi

    Sulle colline di Montenero, alle spalle di Livorno, sorge il Frantoio Franci, una realtà molto conosciuta e amata dai locali per la qualità della sua produzione .

    • L’esperienza: Il frantoio è descritto dai visitatori come il posto dove si produce “l’olio più buono del mondo” . Offre la possibilità di partecipare a tour tra gli oliveti e degustazioni guidate, per scoprire le varietà tipiche di questa zona della Toscana costiera.
    • Il territorio: La zona di Livorno e della Costa degli Etruschi è caratterizzata da un microclima particolare, influenzato dal mare, che regala agli oli note sapide e profumi di macchia mediterranea. Un’escursione qui può essere abbinata a una visita ai borghi di Castagneto Carducci o Bolgheri, con i loro celebri vini.
    • Perché andare a marzo: Marzo è un mese tranquillo per questa zona, lontano dalla confusione estiva. Potrete godervi una passeggiata tra gli ulivi con vista mare e dedicarvi con calma alla degustazione.

    3. Le esperienze di oleoturismo in Val d’Orcia

    Tra uliveti secolari e paesaggi patrimonio UNESCO

    La Val d’Orcia è una delle mete più ambite per l’oleoturismo in Toscana . Qui, numerose aziende agricole e agriturismi aprono le porte dei loro frantoi per raccontare la storia di un olio unico al mondo.

    • Cosa cercare: In zona, cercate aziende che producono olio DOP Terre di Siena. Le varietà principali sono Frantoio, Moraiolo e Leccino, che qui esprimono tutto il loro potenziale grazie al terreno argilloso e al clima collinare.
    • Le esperienze tipiche: Molte aziende offrono pacchetti completi che includono: passeggiata tra gli ulivi secolari con spiegazione delle tecniche di coltivazione, visita guidata al frantoio (spesso storico, con macine in pietra), degustazione tecnica di oli accompagnata da pane locale, formaggi e salumi, e talvolta anche pranzo in azienda .
    • Perché andare a marzo: A marzo, la Val d’Orcia è già bella, con i campi che iniziano a colorarsi di verde e di giallo (grazie alla colza). Una passeggiata tra gli ulivi in fiore (sì, a marzo gli ulivi iniziano a fiorire!) è un’esperienza poetica. Inoltre, i frantoi sono ancora operativi per le ultime moliture, e potrete assistere alla produzione dell’olio.

    4. Frantoi della Lucchesia

    Tra ville storiche e colline gentili

    Le colline intorno a Lucca sono da sempre terra di olivi. Qui l’olio è una tradizione antichissima, legata alla storia delle ville patrizie e delle fattorie.

    • Le varietà: Nella zona di Lucca è diffusa una varietà locale chiamata Matraia, che insieme a Frantoio e Leccino dà vita a oli delicati ma complessi.
    • Le esperienze: Diverse aziende nella zona tra Lucca e la Valle del Serchio offrono degustazioni guidate. Un esempio è l’azienda Inserrata, che propone degustazioni di oli biologici realizzati con varietà locali come Frantoio e Moraiolo. Durante l’esperienza, si apprende la filosofia agricola dell’azienda mentre si assaggiano gli oli, abbinati a focaccia toscana e prodotti locali come formaggi e salumi. Per chi desidera approfondire, è possibile visitare l’oliveta e ammirare le piante secolari da cui tutto ha inizio .
    • Perché andare a marzo: Marzo è perfetto per abbinare la visita al frantoio con una passeggiata sulle mura di Lucca o con un giro nei borghi della Valle del Serchio, magari approfittando delle prime fioriture.

    Come si degusta l’olio: piccola guida per aspiranti assaggiatori

    Degustare l’olio extravergine è un’arte che si impara. Ecco i passaggi fondamentali per una degustazione tecnica:

    1. Il calice: L’olio si degusta in un piccolo calice di vetro blu (per non essere influenzati dal colore) o in un bicchiere trasparente.
    2. Il riscaldamento: Si versa una piccola quantità di olio (circa un cucchiaio) e si riscalda il calice con il palmo della mano, roteandolo delicatamente per liberare gli aromi.
    3. L’esame olfattivo: Si annusa l’olio a piccoli colpi, cercando di riconoscere i profumi: erba fresca, carciofo, pomodoro, mandorla, mela, ma anche note più complesse come la frutta secca o il fiore di campo.
    4. L’esame gustativo: Si sorseggia una piccola quantità di olio e la si “spande” per tutta la bocca, aspirando un po’ d’aria per ossigenarlo. Si cercano tre sensazioni principali:
      • Il fruttato: la percezione delle olive da cui proviene.
      • L’amaro: una sensazione piacevole e bilanciata, tipica degli oli toscani, percepita sulla lingua.
      • Il piccante: una leggera sensazione di pizzicore in gola, indice di freschezza e di presenza di polifenoli (antiossidanti).
    5. La purificazione: Tra un olio e l’altro, si purifica il palato con un pezzetto di mela verde o una fetta di pane neutro .

    Eventi e manifestazioni dedicate all’olio (anche a marzo!)

    Se visitate la Toscana a marzo, potreste avere l’opportunità di partecipare a eventi dedicati all’olio, anche se la maggior parte delle sagre si concentra tra novembre e dicembre (periodo della molitura). Ecco alcune segnalazioni:

    • SolExpo a Verona (1-3 marzo 2026): Anche se non è in Toscana, è la fiera di riferimento per il mondo dell’olio. La Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest organizza la partecipazione di aziende toscane, a testimonianza dell’importanza della regione nel panorama oleicolo nazionale . Se siete appassionati del settore, vale la pena di considerare una visita.
    • Olio Capitale a Trieste (13-15 marzo 2026): Un altro salone nazionale dedicato agli oli extravergini tipici e di qualità, con la partecipazione di produttori toscani e momenti dedicati alla promozione dell’oleoturismo .
    • Eventi locali diffusi: Molti frantoi organizzano giornate di “porte aperte” e degustazioni anche a marzo, soprattutto nei weekend. Il consiglio è di seguire le pagine social dei frantoi menzionati o di contattare le Pro Loco locali per chiedere informazioni su eventi in programma.

    Itinerario consigliato: un weekend tra Firenze, Fiesole e il Chianti

    Ecco un’idea per un weekend dedicato all’olio, che combina esperienze in frantoio con visite culturali.

    Sabato mattina:
    Arrivo a Fiesole. Visita al centro storico, con la sua antica origine etrusca e romana, e al belvedere che offre una vista mozzafiato su Firenze.

    Sabato pomeriggio:
    Esperienza oleoturistica al Frantoio Buonamici . Tour guidato del frantoio e degustazione tecnica di oli. Acquisto di una bottiglia di olio nuovo da portare a casa.

    Sabato sera:
    Cena in un ristorante tipico di Fiesole o di Firenze. Chiedete al ristoratore di consigliarvi un piatto dove poter assaggiare il loro olio a crudo.

    Domenica mattina:
    Trasferimento nel Chianti (ad esempio, zona Greve in Chianti). Passeggiata tra gli oliveti e i vigneti di un’azienda agricola che produce olio e vino.

    Domenica pomeriggio:
    Breve visita a Greve in Chianti, con il suo pittoresco triangolo e le botteghe storiche. Possibilità di acquistare prodotti tipici in uno dei tanti negozi di enogastronomia. Rientro.


    Consigli pratici per l’oleoturista

    • Prenotare sempre: Le visite ai frantoi e le degustazioni vanno prenotate con anticipo, soprattutto nei weekend.
    • Vestirsi comodi: Anche se non si fa trekking, una visita agli oliveti può richiedere scarpe comode.
    • Non guidare dopo la degustazione: Se partecipate a una degustazione, organizzatevi con un autista designato o con un trasporto.
    • Acquistare con consapevolezza: L’olio acquistato direttamente dal produttore è un souvenir autentico e di qualità. Chiedete sempre informazioni sulla varietà e sul periodo di raccolta.

    Marzo è un mese perfetto per scoprire l’anima più autentica della Toscana, fatta di olivi secolari, passione contadina e sapori genuini. L’olio nuovo, con la sua vivacità, è il compagno ideale per un viaggio all’insegna della lentezza e della bellezza. Buona scoperta dell’oro verde toscano

  • Toscana low-cost a Marzo: 3 Idee per un Weekend Prima dell’Alta Stagione

    Toscana low-cost a Marzo: 3 Idee per un Weekend Prima dell’Alta Stagione

    Marzo in Toscana è un segreto ben custodito dai viaggiatori esperti. L’inverno ha allentato la sua presa, le giornate si allungano e i primi tepori primaverili iniziano a farsi sentire, ma la calca dell’alta stagione è ancora lontana. Questo si traduce in un vantaggio non da poco per il tuo portafoglio e per la qualità della tua esperienza.

    Perché marzo è il mese ideale per un weekend low-cost in Toscana?

    • Prezzi più bassi: Voli, treni e, soprattutto, i pernottamenti hanno costi decisamente inferiori rispetto ai mesi estivi o ai ponti primaverili di aprile.
    • Meno code e meno ressa: Potrai visitare musei e borghi con calma, godendoti gli spazi senza essere travolto dal turismo di massa.
    • Parcheggio (quasi) facile: Uno dei crucci di chi viaggia in Toscana (trovare parcheggio nei centri storici) diventa un problema molto più gestibile.
    • Un’esperienza autentica: Avrai più possibilità di incrociare la vita locale, i mercati rionali e di respirare l’atmosfera vera dei paesi.

    Ecco tre idee per un weekend all’insegna del risparmio, dell’arte e dei sapori, tutte da vivere a marzo.


    Idea n. 1: Il Charme Etrusco di Volterra e le Balze

    Volterra è una delle città d’arte più affascinanti e sottovalutate della Toscana. Arroccata su un colle tra la Val di Cecina e la Valdera, è famosa per la sua storia etrusca, i suoi pregiati alabastri e un paesaggio lunare e suggestivo: le Balze.

    Perché è perfetta a marzo:
    L’atmosfera rarefatta e un po’ misteriosa di Volterra è esaltata dalla luce tersa di marzo. Passeggiare per le sue strade di pietra, con l’aria frizzantina e pochi turisti intorno, ti farà sentire un esploratore del tempo.

    Cosa fare low-cost:

    • Perdersi nel centro storico: La cosa più bella di Volterra è gratuita: camminare. Percorrete via Matteotti, ammirate Piazza dei Priori (una delle più belle piazze d’Italia) e affacciatevi dalla Fortezza Medicea per un primo panorama sulle Balze.
    • Ammirare le Balze: Questo spettacolo geologico, creato da secoli di erosione, è a cielo aperto. Seguite il sentiero che costeggia la Necropoli etrusca e lasciatevi incantare da questi calanchi argillosi che sembrano dipinti.
    • Scoprire l’alabastro: Invece di comprare souvenir costosi, visitate una delle tante botteghe artigiane dove gli alabastrai lavorano ancora questo minerale trasparente. Spesso è possibile vederli all’opera gratuitamente.
    • Ingresso low-cost: Se volete entrare a un museo, il costo è contenuto, ma potete optare per la bigliettazione cumulativa che include, ad esempio, il Museo Etrusco Guarnacci (con la celebre “Ombra della Sera”) e la Pinacoteca, o approfittare della prima domenica del mese se cade nel vostro weekend.

    Dove mangiare senza spendere una fortuna:
    Cercate le enoteche e i locali fuori dalle vie principali. Un tagliere di formaggi e salumi tipici (come il prezioso saler di pecora) accompagnato da un buon bicchiere di vino può essere un pasto completo e genuino.

    Itinerario veloce:

    • Sabato mattina: Arrivo e primo giro per il centro.
    • Sabato pomeriggio: Passeggiata alle Balze e visita alla Necropoli.
    • Domenica mattina: Visita al Mercato settimanale (se è il periodo giusto) o esplorazione delle botteghe dell’alabastro.
    • Domenica pomeriggio: Partenza dopo un pranzo leggero a base di zuppa di farro, piatto tipico della tradizione contadina.

    Idea n. 2: Pienza e la Val d’Orcia… Senza Auto (o Quasi)

    La Val d’Orcia è il cuore pulsante dell’immaginario toscano: colline dolci, cipressi solitari, strade bianche che si perdono all’orizzonte. In estate è bellissima ma affollatissima. A marzo, potrete avere quasi tutta per voi la sua bellezza iconica.

    Perché è perfetta a marzo:
    L’erba dei campi inizia a rinverdire e, nelle giornate di sole, la luce è quella che i fotografi sognano tutto l’anno. Il vento può essere ancora fresco, ma il paesaggio è talmente potente da far dimenticare il freddo.

    Come risparmiare:
    L’idea low-cost qui è base a Pienza, la “città ideale” voluta da Papa Pio II, e muoversi con i mezzi pubblici o, meglio ancora, con una bicicletta a noleggio (le distanze sono ampie, quindi valutate bene la vostra preparazione).

    Cosa fare low-cost:

    • Passeggiare sul Corso: Pienza è piccola e si gira in un’ora. La vera esperienza è affacciarsi dal belvedere dietro il Duomo e godersi il panorama mozzafiato sulla Val d’Orcia. Gratuito e impagabile.
    • La Strada Bianca dei Cipressi: A pochi passi da Pienza (raggiungibile a piedi o in bici) si trova la famosa strada con il filare di cipressi, uno dei set fotografici più famosi al mondo. Ammirarla senza la calca estiva è un regalo.
    • Assaggi di Pecorino: Pienza è la patria del pecorino. Entrate nelle decine di negozi che offrono assaggi gratuiti. È un modo per fare un picnic low-cost: comprate un pezzo di formaggio stagionato, un po’ di pane e della frutta, e trovate un punto panoramico per il vostro pranzo.
    • Visita a Monticchiello: Questo borgo medievale fortificato, poco lontano da Pienza, è uno dei più belli d’Italia. Una passeggiata sulle sue mura è un’esperienza poetica e gratuita.

    Consiglio furbo:
    Valutate un agriturismo fuori porta per dormire. A marzo, molti offrono tariffe promozionali e potreste trovare offerte interessanti che includono la mezza pensione.


    Idea n. 3: Arezzo e la sua Provincia: Arte e Antiquariato

    Arezzo è spesso snobbata dai tour tradizionali, ma è una città ricchissima di arte e storia, con un centro medievale perfettamente conservato. La sua posizione, al confine tra Toscana e Umbria, la rende anche un ottimo punto di partenza per esplorare un territorio ancora autentico e poco battuto.

    Perché è perfetta a marzo:
    Se il vostro weekend coincide con la prima domenica del mese, Arezzo si trasforma: in Piazza Grande si tiene la celebre Fiera Antiquaria, una delle più importanti e antiche d’Italia. Passeggiare tra le bancarelle di mobili, libri e oggetti d’epoca, con lo sfondo dell’architettura medievale, è un’esperienza unica e assolutamente gratuita (a meno che non vogliate comprare, ovviamente!).

    Cosa fare low-cost:

    • La Fiera Antiquaria: Anche solo per guardare, è un museo a cielo aperto.
    • Piazza Grande: Il cuore pulsante della città, con la sua caratteristica “schiena” (il piano inclinato). Ammiratela da tutti i lati.
    • Gli affreschi di Piero della Francesca: Il capolavoro assoluto di Arezzo è la “Leggenda della Vera Croce” nella Basilica di San Francesco. L’ingresso ha un costo, ma è uno dei pochi “must a pagamento” che vale assolutamente la pena. Per il resto, l’arte è ovunque, gratuitamente.
    • Il Duomo e le Fortezze: Il Duomo, in cima alla collina, offre una vista splendida. Poco distante, si possono visitare i resti della Fortezza Medicea, un altro luogo perfetto per una passeggiata panoramica.

    Dove mangiare senza spendere una fortuna:
    Arezzo è famosa per i “tortelli” e le zuppe. Cercate le trattorie lontano da Corso Italia, quelle frequentate dagli aretini a pranzo. Spesso propongono menù fisso a prezzi molto onesti.

    Extra: Una gita fuori porta low-cost:
    Con un piccolo autobus o in auto, potete raggiungere Cortona (appena mezz’ora), arroccata su una collina e resa celebre dal film “Sotto il sole della Toscana”. Anche qui, il bello è passeggiare per i suoi vicoli e godere del panorama sul Lago Trasimeno. Tutto gratuitamente.


    Consiglio finale per il tuo weekend low-cost di marzo:
    Prenota con un po’ di anticipo per spuntare i prezzi migliori, ma tieni d’occhio le previsioni del tempo. Marzo è pazzerello: porta con te un abbigliamento a strati (la famosa “cipolla”), così da essere pronto per una giornata di sole tiepido o per una passeggiata sotto una fresca pioggia primaverile. Buon viaggio in Toscana!