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  • Maschere tradizionali toscane: viaggio tra storia, satira e identità regionale

    Maschere tradizionali toscane: viaggio tra storia, satira e identità regionale

    Quando si pensa al Carnevale italiano, la mente corre subito ad Arlecchino, Pantalone o Colombina. Ma ogni regione ha le sue maschere, figlie del teatro e della cultura popolare. In Toscana, terra di dialetti forti e identità locali ben distinte, queste maschere non sono semplici travestimenti: sono veri e propri personaggi, nati spesso dal teatro d’autore o dalla satira di piazza, che incarnano vizi, virtù e caratteristiche delle comunità che le hanno generate. Ecco un viaggio tra i volti storici del Carnevale toscano.


    🎭 Burlamacco: il Re del Carnevale di Viareggio

    Il volto ufficiale del Carnevale più famoso d’Italia.

    Se c’è una maschera che rappresenta il Carnevale toscano nel mondo, è Burlamacco. A differenza di altre, non nasce dalla Commedia dell’Arte, ma dall’ingegno di un artista del Novecento.

    • Origine: Fu creato nel 1930 dal pittore futurista Uberto Bonetti come manifesto pubblicitario per il Carnevale di Viareggio. Bonetti volle sintetizzare in un’unica figura le maschere più famose d’Italia, con uno stile che ricorda i dipinti di Léger.
    • Il costume: È un patchwork simbolico: il corpo è una tuta da clown a rombi bianchi e rossi (i colori dell’ombrellone da spiaggia), la cravatta è nera come quella di Pierrot, il pompon bianco sul berretto a calza è un omaggio alla tradizione marinara di Viareggio, il collaretto è quello di Arlecchino. Indossa una giacca a scacchi bianchi e neri.
    • Il personaggio: Burlamacco è l’emblema stesso della festività carnascialesca: è spensierato, irriverente, amante del divertimento e della satira. Non ha un carattere “teatrale” definito, perché il suo palcoscenico è l’intera città e i suoi giganteschi carri di cartapesta.
    • Dove “incontrarlo”: È il simbolo onnipresente del Carnevale di Viareggio. Compare su tutti i manifesti, nelle decorazioni della città e, in forma vivente, durante le sfilate.

    🎭 Stenterello: la Voce Popolare di Firenze

    Il fiorentino DOC: pauroso, sfortunato ma pieno di senso pratico.

    Stenterello è forse la maschera toscana più legata al teatro e alla tradizione della Commedia dell’Arte, anche se nasce molto dopo.

    • Origine: Debuttò sul palco nel 1789 grazie all’attore Luigi Del Buono. Nacque come una maschera di servitore (un “zanni”), ma si evolvette rapidamente per diventare il simbolo del popolino fiorentino.
    • Il costume: Tipicamente indossa un abito settecentesco logoro e rattoppato, con calze a righe, un lungo panciotto e un tricorno. Il suo fisico è mingherlino (il nome stesso deriva da “stentare”), con un viso affilato che esprime una vivacità intelligente.
    • Il personaggio: Stenterello è il popolano fiorentino per eccellenza. È furbo ma non malizioso, pauroso (specie con le donne e le autorità), sempre in cerca di espedienti per tirare avanti, sfortunato in amore e negli affari. La sua arma è la “celia” fiorentina: un’arguzia pungente, un parlar sarcastico e filosofeggiante anche nelle situazioni più misere. È un po’ un eroe perdente, ma con un cuore grande.
    • Eredità: Pur non essendo più una maschera comune come un tempo, il suo spirito sopravvive nell’umorismo e nel gergo fiorentino. È considerato l’antenato del tipico “firenzino” schietto e beffardo.

    🎭 Re Giocondo & i Cantieri di Foiano della Chiana

    Il monarca effimero di una repubblica del Carnevale.

    A Foiano della Chiana, il Carnevale è una seria competizione tra quartieri (i “Cantieri”). La figura centrale è il Re Giocondo, una maschera allegorica più che un personaggio teatrale.

    • Origine: Rappresenta lo spirito del Carnevale stesso. È un re burlone e bonario che viene eletto all’inizio dei festeggiamenti.
    • Il rituale: La sua storia segue un copione fisso: regna durante i giorni di festa, portando allegria. Al termine del Carnevale, viene processato, condannato e bruciato su un rogo, insieme a un suo testamento satirico che commenta i fatti dell’anno. Questo rito simbolizza la fine del periodo di trasgressione e il ritorno all’ordine quotidiano.
    • Significato: Re Giocondo incarna il concetto del “mondo alla rovescia” tipico del Carnevale, dove chi comanda è il divertimento stesso, destinato però a una fine cerimoniale.

    🎭 I Misteriosi “Omini” di Castiglion Fibocchi

    Maschere senza volto, o con troppi volti?

    Qui non abbiamo una singola maschera, ma un’intera popolazione. Il Carnevale degli Omini è famoso per le sue maschere di legno dipinto (oggi in materiali più leggeri).

    • Origine: La tradizione risale agli anni ’50, ma si ispira a figure arcaiche e contadine. Le fattezze allungate e stilizzate ricordano i ritratti di Amedeo Modigliani.
    • Le maschere: Sono volti silenziosi, enigmatici, a volte grotteschi, a volte malinconici. Non rappresentano un carattere specifico, ma piuttosto una collettività senza tempo. I costumi sono variopinti, spesso a rombi o motivi geometrici sgargianti.
    • Il personaggio (collettivo): Il potere degli Omini sta nel loro silenzio e anonimato. Sfilano senza parlare, creando un’atmosfera onirica e sospesa. Sono fantasmi allegri del Carnevale, che osservano senza giudicare.

    🎭 Altre Figure della Tradizione Regionale

    • Magnolfino (Prato): Altra maschera nata dal teatro (XIX secolo). È un cittadino pratese borioso, saccente e un po’ fanfarone, ma fondamentalmente di buon cuore. Il nome deriva da un’antica porta della città.
    • Capocchio & Rosina (Montalcino): Coppia di maschere legate al Carnevale del Boscaiolo di Montalcino (SI). Lui è un boscaiolo sbruffone, lei una vivace popolana. La loro commedia dialettale è un pilastro della tradizione locale.
    • Befanino (Varie località): In molte parti della Toscana, soprattutto per i bambini, la figura della Befana (6 gennaio) fa da prologo al Carnevale. In alcuni carnevali minori, un “Befanino” maschile accompagna la vecchia signora.

    📜 Perché Queste Maschere Sono Importanti?

    Queste maschere non sono solo costumi. Sono documenti storici viventi che raccontano:

    1. L’identità locale: Stenterello è Firenze, Burlamacco è Viareggio.
    2. La storia sociale: Raccontano la vita, le fatiche e le speranze del popolo (Stenterello, Capocchio).
    3. L’evoluzione del Carnevale: Da rito di ribaltamento sociale (Re Giocondo) a spettacolo satirico moderno (Burlamacco).
    4. La capacità artistica: Dalla cartapesta di Viareggio al legno intagliato di Castiglion Fibocchi.

    🎟️ Dove Incontrarle Oggi?

    • Nei carnevali storici: Ogni maschera vive nel suo habitat naturale durante le sfilate.
    • Nei musei: Il Museo del Carnevale di Viareggio custodisce bozzetti, costumi e la storia di Burlamacco. Piccoli musei locali spesso espongono maschere tradizionali.
    • Nel teatro dialettale: Compagnie locali tengono vivi i testi e i personaggi, soprattutto Stenterello e Magnolfino.

    Le maschere toscane ci insegnano che il Carnevale è anche un modo per ricordare chi siamo, da dove veniamo e, con una sana risata, guardarci allo specchio. La prossima volta che vedrete Burlamacco o un Omino silenzioso, saprete di star osservando un pezzo di storia e di anima toscana.

    Conoscevate queste maschere? Avete mai visto dal vivo una delle loro “apparizioni”?

  • Carnevale con i bambini in Toscana: gite fuori porta tra maschere, dolci e avventure in famiglia

    Carnevale con i bambini in Toscana: gite fuori porta tra maschere, dolci e avventure in famiglia

    Febbraio, il mese più corto, può sembrare un ostacolo per le gite in famiglia. E invece, con il Carnevale, si trasforma in un’occasione d’oro per una gita fuori porta piena di colore, fantasia e divertimento per i più piccoli. La Toscana, oltre ai grandi carnevali storici, offre una miriade di esperienze a misura di bambino: sfilate in cui sono i protagonisti, laboratori per sporcarsi le mani di colla e cartapesta, borghi da scoprire in maschera. Ecco una guida per unire l’esplorazione di nuovi luoghi al puro divertimento carnascialesco.


    🎭 Scegliere il Carnevale Giusto: Atmosfere a Misura di Famiglia

    Non tutti i carnevali sono uguali per i bambini. I grandi eventi come Viareggio sono spettacolari, ma lunghi e affollati. Ecco una selezione di alternative più gestibili e coinvolgenti.

    CarnevalePerché è Adatto ai BambiniCosa Non PerdereConsiglio Pratico
    Carnevale di Foiano della Chiana (AR)Competizione tra “cantieri” simile a una gara di robotica gigante. I carri sono coloratissimi e spesso hanno temi fantasy.La domenica pomeriggio: sfilata più corta e vivace. Cercate i carri più “amichevoli”.Parcheggiate presto e andate prima della sfilata per esplorare il borgo in tranquillità.
    Carnevale degli Omini a Castiglion Fibocchi (AR)Magico e silenzioso, sembra una fiaba vivente. Le maschere intriganti ma non spaventose affascinano i piccoli.L’arrivo degli Omini in piazza. I bambini rimangono ipnotizzati dal loro silenzio.Spiegate prima che le maschere non parlano, è parte del gioco. Perfetto per bimbi sensibili ai rumori forti.
    Carnevali Rurali in Maremma (es. SaturniaScansano)Intimi, genuini, senza folla. Spesso con sfilate di trattori decorati e animali.“bruscelli” (carri agricoli) a Saturnia. I bambini adorano vedere i trattori pieni di attrezzi colorati.Indossate stivaletti: potrebbe essere fangoso! Atmosfera da festa di paese.
    Carnevali dei Borghi Minori (in quasi ogni paese!)Zero stress. Sfilatina locale, coriandoli a volontà, tanti altri bambini del posto con cui giocare.La caccia al tesoro in maschera o il concorso per la maschera più bella.Controllate i siti dei Comuni minori. Spesso organizzano eventi la domenica pomeriggio.

    👨‍👩‍👧‍👦 Unire Gita e Divertimento: Itinerari a Tema per un Giorno

    Itinerario 1: Il Cavaliere e la Fata (Valdelsa/Chianti)

    • Mattina: Visita al Castello di Monteriggioni. I bambini possono correre sul cammino di ronda e immaginarsi cavalieri. In periodo di Carnevale, spesso organizzano giochi medievali per i più piccoli.
    • Pranzo: Picnic nei prati fuori le mura o merenda con schiacciata farcita in una paninoteca.
    • Pomeriggio: Partecipazione al Carnevale del Borgo più vicino (es. Colle di Val d’Elsa o Poggibonsi). Qui i bimbi possono sfilare con la loro maschera e giocare con i coriandoli in sicurezza.
    • Take-away: Una scatola di cenci della pasticceria locale per la merenda del giorno dopo.

    Itinerario 2: Il Mago della Cartapesta (Versilia)

    • Mattina: Non la folla serale di Viareggio, ma una visita al Museo del Carnevale di Viareggio. È interattivo, si vedono da vicino i carri degli anni passati e si scopre come nascono. Affascina tutti.
    • Pranzo: Passeggiata sul lungomare, patatine e pesce fritto in un chiosco.
    • Pomeriggio: Laboratorio di cartapesta per bambini (molti ne organizzano nel periodo pre-Carnevale). Si sporcano le mani, creano una maschera o un piccolo oggetto da portare a casa. Esperienza creativa indimenticabile.
    • Take-away: La loro creazione in cartapesta e un sacchetto di fragole di Viareggio (le famose fragole candite).

    Itinerario 3: Il Folletto del Bosco (Casentino/Appennino)

    • Mattina: Passeggiata facile nel Parco delle Foreste Casentinesi (sentiero per famiglie verso un’acqua cheta o un mulino). Travestite i bambini da folletti o animali del bosco.
    • Pranzo: In un rifugio con polenta e salsiccia davanti al camino.
    • Pomeriggio: Carnevale in Montagna a un paese come Poppi o Stia. Sono carnevali con sfilate di bambini, giochi sulla neve (se c’è) e grandi falò finale con bruciamento del Re Carnevale.
    • Take-away: Castagnole calde e una bottiglietta di cioccolata calda per il viaggio di ritorno.

    🧒 Cosa Fare Oltre la Sfilata: Attività per Famiglie

    1. La Caccia al Tesoro in Maschera: Organizzatela voi! Create una mappa semplice del borgo che state visitando. Ogni tappa (una fontana, una porta, una statua) può nascondere un indizio o un dolcetto.
    2. Il Laboratorio del Dolce: Molte pasticcerie o agriturismi organizzano corsi per fare le castagnole o i cenci. I bambini impastano, tirano la sfoglia (con mattarellini piccoli) e poi… assaggiano il loro lavoro!
    3. Fotografia in Maschera: Scegliete un angolo caratteristico del paese (un vicolo, una scalinata, una piazzetta) e scattate il ritratto di famiglia in maschera più bello dell’anno. Diventerà una tradizione.

    🍴 Il Pranzo con i Bambini: Sopravvivere e Godersela

    • Cerca il Menù Bambini “Speciale Carnevale”: Alcune trattorie lo fanno! Polenta con ragù a forma di mascherina, pasta colorata, cotoletta a forma di stella.
    • Opzione Picnic: Il re delle gite con bambini. Una coperta, panini semplici (prosciutto e stracchino), frutta, e via. Scegliete un parco, un prato anche dietro una chiesa, ovunque possano correre un po’.
    • La Merenda Imperdibile: Fermatevi obbligatoriamente in una pasticceria o in un forno per comprare frappe/cenci/crogetti. Lasciate che i bambini scelgano quelli più ricoperti di zucchero a velo. È il cuore della festa.

    🧳 Cosa Mettere in Valigia (o nello Zaino)

    1. Il Costume: Comodo, caldo (soprattutto sotto), e che permetta di muoversi, correre e magari di fare pipì facilmente. Meglio un tuta da supereroe/principessa che un vestito ingombrante.
    2. Cambio Completo: Dallo zaino non si scappa. Calzini e maglietta di ricambio sono sacri.
    3. Accessori Impermeabili: Se il tempo è incerto, stivaletti di gomma sono il top. Possono saltare nelle pozzanghere e sono felici.
    4. Rifornimento Coriandoli: Compratene una borsetta in loco. La gioia di averne di “nuovi” è impagabile.
    5. Snack di Emergenza: Una banana, un pacchetto di cracker. Placa qualsiasi crisi pre-sfilata.

    Il Consiglio d’Oro: Siate Flessibili

    L’obiettivo è divertirsi insieme, non vedere per forza tutta la sfilata. Se i bambini sono stanchi dopo un’ora, andate via. Se vogliono guardare solo i carri che a loro piacciono, fatelo. Il ricordo più bello potrebbe essere quello di aver mangiato una ciambella gigante seduti sulle mura, guardando il viavai delle maschere, senza fretta.

    La Toscana in Carnevale si trasforma in un enorme parco giochi a cielo aperto. Basta sapere dove andare e mettersi nello spirito giusto: quello dei bambini.

    Avete altri borghi o carnevali family-friendly da suggerire?