C’è un profumo che, in questo periodo, invade le colline toscane. Non è quello del vino o dell’olio, ma qualcosa di più dolce, più rosso, più atteso. È il profumo delle ciliegie.
Giugno è il mese in cui la Toscana si tinge di rosso rubino, e i borghi più autentici aprono le loro porte per celebrare la frutta di stagione. Ma non solo ciliegie: in tutta la regione, antiche varietà di agrumi e ricette della tradizione contadina tornano protagoniste. Ecco una guida ai ritrovi della frutta antica da non perdere.

🍒 La regina indiscussa: la Sagra della Ciliegia di Lari
Se c’è un evento che incarna perfettamente l’anima delle sagre toscane, è la Sagra della Ciliegia di Lari. Giunta quest’anno alla 68ª edizione, è una delle manifestazioni più longeve e amate della regione .
Date imperdibili: 6-7 giugno 2026
Perché Lari è speciale?
Lari non è un borgo qualunque. Arroccato sulle Colline Pisane, difeso da una doppia cinta muraria e dominato dall’imponente Castello dei Vicari, questo gioiello medievale è il cuore pulsante della produzione ciliegicola toscana .
Qui si coltivano 14 varietà autoctone di ciliegie (alcune fonti parlano addirittura di 19), tutte dal sapore dolce e raccolte rigorosamente a mano . Un patrimonio di biodiversità che il Ministero ha riconosciuto e che oggi porta con orgoglio il marchio IGP.
Cosa si fa alla sagra?
Il centro storico si trasforma in un grande palcoscenico di gusto e tradizione:
- Mercato delle ciliegie: bancarelle piene di cestini rossi, dove si possono acquistare ciliegie fresche, confetture e dolci tipici
- Show cooking: quest’anno con ospiti d’eccezione come Stefano e Tommaso Bernardeschi (i “Fornai di Lari”) e lo chef Paolo Fiaschi di “Papaveri e Papere”
- Ciliegia d’Oro: il premio ambitissimo assegnato al produttore che ha saputo ottenere il frutto con le migliori caratteristiche organolettiche
- Musica e intrattenimento: ogni sera un tema diverso, con dj set e spettacoli dal vivo fino a notte fonda
Info pratica: gli stand gastronomici aprono tutte le sere a cena dalle 19:30, la domenica anche a pranzo dalle 12:30. Un servizio navetta gratuito collega il borgo ai parcheggi nelle vicinanze .

🥧 Non solo ciliegie: la Sagra della Miseria a Colle Val d’Elsa
Se amate le tradizioni più autentiche e i sapori di una volta, dovete assolutamente fare un salto a Colle Val d’Elsa. Qui, ogni sabato e domenica di giugno (a partire dal 6 giugno), va in scena la 39ª edizione della Sagra della Miseria .

Di cosa si tratta?
Nata quasi 40 anni fa dall’iniziativa di tre parrocchiani desiderosi di raccogliere fondi per la festa della Madonna Addolorata, questa sagra è diventata un simbolo della cultura popolare toscana .
Il nome “Miseria” non è casuale: qui si celebra la cucina povera, quella che un tempo sfamava le famiglie contadine con ingredienti semplici e genuini.
Cosa si mangia?
Nel suggestivo scenario di Piazza Santa Caterina d’Alessandria, si possono gustare:
- Zuppa di pane
- Minestra di ceci e di farro
- Panzanella e pappa al pomodoro
- Porchetta, baccalà, salsiccia e fagioli
- La celebre gota cotta, specialità unica di Colle Val d’Elsa
Info pratica: ingresso gratuito, prezzi popolari. L’evento è organizzato da volontari di tutte le età e il ricavato sostiene opere di carità del territorio .

🍋 Gli agrumi antichi: L’Agrumeta di Pietrasanta
Dal 12 al 14 giugno, Pietrasanta (in provincia di Lucca) ospita L’Agrumeta, un evento dedicato alla valorizzazione delle cultivar di agrumi più antiche .
Un tuffo nella storia
L’idea nasce da un testo seicentesco che menziona il limone cedrato di Pietrasanta nei giardini dell’epoca. Oggi, grazie al lavoro del Verzieri Toscani Garden Club, questa tradizione botanica torna al centro dell’attenzione .

Cosa si trova
- Installazioni artistiche e giardini tematici dedicati agli agrumi
- Mostre di arte botanica e floreale
- Esposizione di piante rare e antiche varietà
- Una giornata di studi su biodiversità e sperimentazioni agronomiche
Un evento perfetto per chi ama la natura, l’arte e vuole scoprire un pezzo di storia toscana poco conosciuto.
🍖 Una menzione d’onore: la Sagra dello Stinco di Capolona
Ok, non è propriamente “frutta”. Ma la Sagra dello Stinco di Capolona (in provincia di Arezzo) merita una citazione per l’autenticità che la contraddistingue.

Date: dal 4 al 7 giugno e dal 10 al 14 giugno 2026
Alla sua 21ª edizione, è considerata una delle sagre dello stinco più antiche della Toscana. Qui si mangia come una volta: carne cotta lentamente sul fuoco di legna, prodotti a km 0, e un’atmosfera familiare dove il tempo sembra rallentare .
📌 Consigli per vivere al meglio le sagre di giugno
- Arrivate presto: le sagre più famose (come quella di Lari) richiamano centinaia di visitatori. I posti a sedere sono limitati.
- Portate contanti: non tutti gli stand accettano carte di credito.
- Approfittate dei servizi navetta: molti borghi storici hanno parcheggi limitati. Lari, ad esempio, offre un bus gratuito dai parcheggi in periferia .
- Non limitatevi al cibo: queste sagre sono anche l’occasione perfetta per esplorare borghi medioevali, castelli e paesaggi mozzafiato.
- Portate borse e contenitori: per portare a casa ciliegie, confetture e altre prelibatezze locali.

Giugno in Toscana è il mese dei sapori autentici, delle tradizioni che resistono al tempo e delle comunità che si riuniscono intorno a un tavolo. Che siate golosi di ciliegie, amanti della cucina povera o curiosi di antiche varietà botaniche, qui troverete sempre un motivo per fare festa.
E ricordate: la miglior ciliegia è quella raccolta a mano, assaporata sotto un castello medioevale, con il sole delle Colline Pisane che vi scalda il cuore.
Buona sagra a tutti! 🍒











































































