Tag: corteo storico

  • Laterina Medievale: un viaggio nel tempo tra ferro e fuoco

    Laterina Medievale: un viaggio nel tempo tra ferro e fuoco

    Nel cuore del Valdarno, ogni anno, l’ultimo fine settimana di luglio, il borgo di Laterina si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per rivivere le atmosfere del Medioevo. La “Laterina Medievale – Di Ferro e di Fuoco” è una delle rievocazioni storiche più suggestive della Toscana, capace di trasportare visitatori e abitanti in un’epoca di cavalieri, nobili e antiche contese . L’edizione 2026 si terrà dal 24 al 26 luglio e promette tre giorni di spettacolo, cultura e tradizione .

    La storia di un borgo conteso

    Per comprendere appieno lo spirito della manifestazione, bisogna conoscere la storia di Laterina. Il borgo, la cui fondazione risale all’XI secolo, nacque come rifugio per le popolazioni della pianura dell’Arno . La sua posizione strategica lo rese per secoli un ambito possedimento, conteso aspramente tra le due potenze rivali dell’epoca: Firenze e Arezzo .

    La sua possente Rocca e le imponenti mura, ancora oggi ben conservate, ne testimonianza la funzione di fortezza inespugnabile . Il borgo passò di mano in mano fino al 1384, quando fu ceduto ad Arezzo per 40.000 fiorini . Oggi, passeggiando per le vie del centro storico, è ancora possibile scorgere le tracce di questo passato, come il Giglio di Firenze sulla Porta del Ghianderino e gli stemmi che adornano il Palazzo Podestà .

    Cosa vedere e fare alla Laterina Medievale

    La manifestazione, organizzata dall’Associazione Culturale “La Rocca” in collaborazione con il Comune, è ormai un appuntamento consolidato da quasi vent’anni . Il programma è ricco e variegato, pensato per coinvolgere grandi e piccini.

    Il grande Corteo Storico

    Il cuore pulsante della festa è il corteo storico che, dopo l’apertura simbolica delle porte del castello, invade le vie del borgo . Nobili, popolani, soldati e figuranti in abiti d’epoca creano un affresco vivente che dà il via alle celebrazioni .

    Spettacoli e intrattenimento

    Per tre giorni, il centro storico diventa un palcoscenico di artisti di strada. Tra i nomi di spicco delle passate edizioni figurano :

    • Combattimenti mozzafiato a cura della Compagnia della Spada.
    • Spettacoli di fuoco e performance della Chimica del Fuoco e delle Bestie di Bacco.
    • Esibizioni di rapaci in volo a cura dei Falconieri del Valdarno.
    • Giocolieri, giullari e saltimbanchi che animano ogni angolo del borgo .
    • Spettacoli teatrali come il suggestivo “Merkante dei sogni” dei Kronos Acrobatic Theater.

    Cultura e Sapori

    Oltre all’intrattenimento, Laterina Medievale è anche un’occasione per approfondire la storia e la cultura locale. Durante i giorni precedenti la festa, vengono spesso organizzate conferenze e incontri a tema storico . Non mancano, infine, le taverne e i punti ristoro dove gustare i piatti della tradizione toscana, in un’atmosfera che ricorda i banchetti di un tempo .

    Un evento di successo e di comunità

    Negli anni, la manifestazione è cresciuta fino a diventare un fiore all’occhiello del territorio, tanto da ottenere un importante riconoscimento e contributo dalla Regione Toscana, che l’ha inserita nel suo calendario ufficiale delle rievocazioni storiche . Questo successo è frutto del lavoro di squadra tra l’amministrazione comunale e l’associazione “La Rocca”, che ha reso l’evento un potente strumento di promozione turistica e culturale . Partecipare a Laterina Medievale significa quindi non solo assistere a uno spettacolo, ma vivere un’esperienza autentica, fatta di passione e amore per la storia.

  • Giostra dell’Orso a Pistoia: tra storia medievale, cavalieri e passione cittadina

    Giostra dell’Orso a Pistoia: tra storia medievale, cavalieri e passione cittadina

    Nel cuore dell’estate toscana, il 25 luglio, Pistoia si ferma per celebrare il suo patrono, San Jacopo, con una delle manifestazioni storiche più suggestive e sentite della regione: la Giostra dell’Orso. Un evento che trasforma la città in un palcoscenico medievale, dove storia, fede, tradizione e competizione si intrecciano in una serata indimenticabile.

    Le radici antiche di una tradizione

    La Giostra dell’Orso affonda le sue origini nel lontano Medioevo. Già nella prima metà del XIII secolo, in occasione della festa di San Jacopo, si correva un “palio”, una competizione ippica di grande importanza, interrotta solo in caso di eventi eccezionali come guerre o epidemie. Documenti storici testimoniano la partecipazione di cavalieri celebri provenienti da tutta Italia, come Piero Gambacorti di Pisa e Antonio Bentivoglio di Bologna, segno del prestigio della manifestazione.

    La competizione che oggi conosciamo come Giostra dell’Orso, però, ha una data di nascita più recente. Fu nel 1947, dopo il lungo silenzio imposto dalle due guerre mondiali, che un gruppo di giovani studenti pistoiesi decise di far rivivere l’antica tradizione. Ispirandosi alla “Giostra del Saracino” di Arezzo, crearono una nuova gara, con un bersaglio a forma di orso, che nel tempo si è evoluta fino alla sua forma attuale, disputata sulla suggestiva pista ovale allestita in Piazza del Duomo.

    I protagonisti: i quattro Rioni e la sfida

    La Giostra è innanzitutto una sfida tra i quattro Rioni storici di Pistoia, eredi degli antichi quartieri che si affacciavano sulle porte medievali della città:

    • Leon d’Oro (Porta San Marco) – colori giallo e rosso
    • Grifone (Porta al Borgo) – colori bianco e rosso
    • Cervo Bianco (Porta Lucchese) – colori bianco e verde
    • Drago (Porta Carratica) – colori rosso e verde

    Ogni Rione schiera tre cavalieri, per un totale di dodici contendenti, che si sfidano a colpi di lancia in un percorso ad anello lungo il perimetro di Piazza del Duomo. L’obiettivo è colpire con precisione il bersaglio raffigurante un orso stilizzato, il simbolo araldico della città. A seconda del punto in cui la lancia colpisce il bersaglio, vengono assegnati punteggi diversi, che decreteranno sia il Rione vincitore, che si aggiudica il “Palio” (uno stendardo dipinto da un artista), sia il miglior cavaliere, che ottiene il titolo onorifico di “Cavalier speron d’oro di Pistoia e contado”.

    Il regolamento, pensato per garantire la massima sicurezza di cavalli e cavalieri, è stato più volte aggiornato e prevede, tra l’altro, un limite di tempo per percorrere il circuito e un bersaglio di dimensioni generose per favorire la precisione a discapito della velocità eccessiva.

    Un mese di festa

    La Giostra dell’Orso è il culmine di un mese intero dedicato a San Jacopo. I Festeggiamenti Jacopei iniziano il 30 giugno con una sfilata inaugurale dei figuranti dei quattro Rioni in abiti medievali. Il programma è ricco di appuntamenti che culminano nella settimana decisiva:

    • 16 luglio: la suggestiva “Vestizione del Santo”, con i Vigili del Fuoco che, salendo sul tetto della Cattedrale di San Zeno, rivestono la statua di San Jacopo con il tradizionale mantello rosso.
    • 24 luglio: la vigilia, con i primi Vespri solenni e i tradizionali fuochi d’artificio nella zona di Sant’Agostino.

    La giornata del 25 luglio

    Il giorno della festa è un susseguirsi di eventi che coinvolgono l’intera comunità:

    • 9.30: la Processione dei Ceri, una sfilata dei Rioni con ceri decorati, da piazza San Francesco al Duomo.
    • 17.30: i Secondi Vespri solenni in Cattedrale.
    • 19.00: il Corteo Storico, un vero e proprio viaggio nel tempo con circa 300 figuranti in costumi d’epoca, che sfila da Porta Lucchese fino a Piazza del Duomo, animando il centro cittadino.
    • 21.15: il grande momento della Giostra dell’Orso, con i cavalieri che si lanciano al galoppo nella piazza illuminata per conquistare il Palio.

    L’ingresso all’area della giostra è a pagamento (posti a sedere €15, in piedi €10), con biglietti disponibili online o presso la biglietteria in Piazza del Duomo. In occasione della festa, i musei civici e la chiesa di San Jacopo in Castellare offrono l’ingresso gratuito.

    Perché vederla

    La Giostra dell’Orso è molto più di una semplice rievocazione storica. È un rito identitario che tiene unita la comunità pistoiese, rinsalda il legame tra i cittadini e la loro storia, e offre ai visitatori l’opportunità unica di assistere a uno spettacolo che fonde l’emozione della gara alla suggestione di un’atmosfera medievale, in uno dei palcoscenici più affascinanti d’Italia: Piazza del Duomo di Pistoia. Per chi visita la Toscana a luglio, è un’esperienza da non perdere.

  • La preparazione del Palio di Siena: tutto quello che accade a giugno in vista del 2 luglio

    La preparazione del Palio di Siena: tutto quello che accade a giugno in vista del 2 luglio


    Il Palio non è solo una corsa di 90 secondi. È un intero universo di riti, sacrifici e preparativi che prende vita molte settimane prima che il mortareto dia il segnale di partenza in Piazza del Campo .

    Se credete che basti arrivare il 2 luglio per capire il Palio, vi state perdendo la parte più autentica ed emozionante. Per i senesi, la “fatica” inizia molto prima, già dalle settimane antecedenti la Corsa della Madonna di Provenzano. E giugno è il mese in cui la macchina del Palio entra nel vivo.

    Ecco una guida passo passo a tutte le operazioni, le prove, gli intrighi e le emozioni che accompagnano la preparazione al Palio di luglio.


    🏇 I primi passi: gli allenamenti individuali (già da marzo!)

    Molti pensano che tutto inizi a fine giugno, ma la verità è che il Palio si “sudaa” (si suda) sui campi di allenamento nascosti nelle campagne senesi già a partire dalla primavera.

    Il Comune di Siena mette a disposizione dei fantini e dei cavalli ammessi al Protocollo Equino due piste principali per gli allenamenti individuali: Mociano e Monticiano .

    Nel periodo che precede il Palio di luglio, le piste sono aperte con cadenza regolare. Ad esempio, a giugno troviamo:

    • A Mociano: ogni mercoledì e venerdì dalle 7.30 alle 10, con aperture straordinarie anche il pomeriggio .
    • A Monticiano: sessioni specifiche organizzate dopo le corse di addestramento .

    Qui, fantini esordienti e campioni affermati portano i cavalli a prendere confidenza con la pista di tufo, testano le accelerazioni e cercano di farsi notare dai Capitani delle Contrade. È qui che nascono le prime “cotte” tra un cavallo e una Contrada. Come racconta il fantino Giovanni Puddu: “Bonitas ha mostrato esuberanza al canape… Fenomenale sembra già matura per affacciarsi in Piazza” .

    A volte il maltempo sconvolge i piani: piogge primaverili possono costringere a posticipare gli addestramenti, come successo a maggio 2026, con recuperi organizzati proprio nei primi giorni di giugno . Ma i fantini non si fermano mai.


    📅 Il conto alla rovescia: la settimana del Palio

    Tutta l’attenzione si concentra nella settimana che va dal 29 giugno al 2 luglio. Questi sono i giorni clou, in cui Siena trattiene il fiato.

    29 Giugno: La “Tratta” e l’Assegnazione dei Cavalli

    È probabilmente il giorno più importante e teso.

    La mattina presto (intorno alle 9.00), i fantini indossano il giubbetto e il cap con i colori del Comune e si alternano nel “Palio della prova generale”, dove provano i vari cavalli iscritti per stilare la graduatoria .
    Nel primo pomeriggio (circa le 13.30), davanti al Palazzo Pubblico, avviene la Tratta: l’assegnazione ufficiale dei cavalli alle dieci Contrade che corrono. In quel momento, il destino è segnato. Se un cavallo è forte, la Contrada esulta; se è lento, inizia l’ansia. È un momento di magia nera e gioia incontenibile.

    Dalle Prove alla “Provaccia”

    Dopo l’assegnazione, inizia il trittico di prove che servono a rodare l’accoppiata cavallo-fantino.

    • Prove del pomeriggio (29, 30 giugno e 1 luglio): Iniziano alle 19.45 circa . La piazza inizia a riempirsi di appassionati.
    • Prove del mattino (30 giugno, 1 e 2 luglio): Si corre alle 9.00. Sono le prove più insidiose, perché la pista è diversa e la luce è tagliente .
    • Le “Provacce”: Sono le prove segrete o meno ufficiali che si tengono nelle notti precedenti. Qui i fantini si allenano al “lato lungo” e testano le reali partenze. Per gli esperti è il momento più interessante, perché si vedono le “mosse” vere che non si fanno vedere nelle prove ufficiali .

    🎭 Non solo corsa: i riti collaterali

    Preparare il Palio significa anche preparare la festa.

    Il Corteo Storico

    Il 2 luglio, nel pomeriggio (dalle 16.40 inizia lo sgombero della pista, per l’ingresso del corteo alle 17.20 circa) , sfilano i 14 gruppi del corteo storico: giudici, capitani, alferi, tamburini e comparse in costumi rinascimentali. È uno spettacolo nel spettacolo, che prepara l’ambiente alla tensione della corsa.

    Le Cene delle Contrade

    Alla vigilia del Palio, ogni Contrada organizza la cena propiziatoria nei propri locali. Non è una semplice cena: si canta, si mangia, si beve e si carica l’agonismo. Se siete a Siena, provate ad affacciarvi (magari portando una bottiglia di vino come omaggio), ma rispettate la sacralità del momento .

    La “Provaccia” mattutina del 2 luglio

    La mattina del giorno del Palio, alle 9.00, c’è l’ultima prova. Si chiama “Provaccia” ed è spesso la più combattuta, perché i fantini non hanno più nulla da perdere e testano le traiettorie per la mossa decisiva .


    📌 Consigli pratici per vivere la preparazione

    Se volete immergervi nell’atmosfera senza essere travolti dalla folla del giorno della corsa, le prove sono il momento ideale.

    • Accesso: La Piazza è accessibile gratuitamente durante le prove, anche se molto affollata. Per la prova generale del mattino (2 luglio) l’accesso è più facile.
    • Orari: Le prove serali iniziano alle 19.45 (con preavviso alle 18.45). Arrivate con almeno un’ora di anticipo per trovare un buon posto .
    • Cosa portare: Un cuscino o uno sgabello pieghevole. L’attesa in piedi sul lastricato della Piazza è estenuante .
    • Animali domestici: Attenzione: durante le prove e il Palio, cani e altri animali non sono ammessi in Piazza del Campo. Lasciateli a casa o affidateli a un pet-sitter per evitare stress da caldo e rumore .

    Giugno è il mese in cui Siena si sveglia dal letargo e inizia a respirare al ritmo degli zoccoli dei cavalli. Vivere la preparazione significa capire che il Palio non è solo una corsa, ma una guerra di nervi, di strategia e di cuore.

    Se volete assistere alla Carriera del 2 luglio, arrivate qualche giorno prima e seguite le prove. È lì che si scrive la vera storia.