Se quest’estate vi trovate nei dintorni di Pisa, non potete perdere uno degli appuntamenti più attesi e sentiti della zona: la Sagra del Pinolo di San Piero a Grado. Dal 3 al 12 luglio 2026, questo piccolo borgo a metà strada tra la città e il mare si trasforma in un grande palcoscenico di gusto, tradizione e, soprattutto, solidarietà .
Il Re della Sagra: Il Pinolo del Parco di San Rossore
Il vero protagonista di questa festa è il pinolo, raccolto nelle pinete costiere del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Siamo di fronte a un prodotto biologico e certificato di prima qualità, interamente italiano e toscano, che vanta un elevato valore dietetico e nutrizionale . La storia di questo territorio è da secoli legata al pino domestico e ai suoi frutti: un tempo, la raccolta dei pinoli era un’importante fonte di sussistenza per gli abitanti di San Piero a Grado, un lavoro duro svolto tra gli scoiattoli e i rami alti degli alberi .
Cosa si Mangia
Durante i due weekend della sagra, lo stand gastronomico propone un menu che esalta il prodotto del territorio. I piatti forti sono quelli che vedono il pinolo come ingrediente principe, come la pasta al pesto di pinoli e la famosa Torta coi bischeri, un dolce tradizionale pisano che non può mancare . Ma l’offerta non si ferma qui: per tutti gli amanti della carne, non mancano le grigliate di manzo e le bistecche, cotte al momento da abili fuochisti, e le classiche bruschette .
Solidarietà: Il Cuore Pulsante della Festa
Ciò che rende la Sagra del Pinolo speciale è la sua anima profondamente solidale. L’intero ricavato della manifestazione è devoluto a progetti benefici, un motivo che gli organizzatori tengono a sottolineare con forza: “L’unico motivo per cui esiste la Sagra del Pinolo è LA BENEFICENZA”. Nel corso degli anni, i volontari e la partecipazione di migliaia di persone hanno permesso di sostenere numerose realtà, tra cui Caritas per il terremoto in Nepal, Unitalsi, la Lega Italiana Fibrosi Cistica e molte altre associazioni del territorio . Partecipare alla sagra, quindi, significa anche contribuire a un gesto concreto di aiuto.
Un Evento per Tutti, nel Segno dell’Inclusività
L’organizzazione, curata nei minimi dettagli dall’associazione “Sagra del Pinolo”, punta a rendere l’esperienza piacevole per tutti . Il servizio è gestito interamente da volontari, dall’assegnazione dei tavoli fino al servizio ai tavoli, che non ha nulla da invidiare a un ristorante convenzionale .
L’area ristorante offre sia posti all’aperto che uno spazio coperto, riservato principalmente a persone con disabilità, anziani e famiglie con bambini piccoli . Per chi aspetta il proprio turno, è disponibile un’area aperitivo dove gustare cocktail e bevande .
Come e Quando Partecipare
La Sagra del Pinolo si svolge nei primi due weekend di luglio 3-4-5 e 10-11-12 luglio 2026 in Via Deodato Orlandi, a San Piero a Grado .
Orario di apertura: Le casse aprono dalle 18.30, mentre il ristorante inizia il servizio alle 19.15 .
Pagamenti: Sarà possibile pagare anche con carte elettroniche .
Info: Per informazioni è possibile contattare l’associazione ai numeri 347 423 7041 (Alberto) o 333 267 8960 (Roberta).
La sagra è un’occasione unica per unire il piacere della buona tavola alla scoperta di un angolo di Toscana autentico, il tutto in un’atmosfera di pura allegria e spirito di comunità .
Sulle pendici del Monte Amiata, nel cuore della Toscana, si trova Abbadia San Salvatore, un borgo che ogni anno, nel secondo fine settimana di luglio, compie un affascinante viaggio nel tempo. La “Offerta dei Censi” è una delle rievocazioni storiche più suggestive della regione, capace di trasformare le strade e le piazze del centro storico in un autentico “Castrum” medievale .
Le origini: un tributo tra comunità e monastero
Il nome della manifestazione affonda le radici in un’antica pratica documentata nel XIII secolo. Le cronache del tempo raccontano dei “censi in natura”, ovvero prodotti locali e manufatti artigianali, che gli abitanti del borgo offrivano al Monastero di San Salvatore .
Questo tributo non era un semplice atto dovuto, ma sanciva lo stretto legame tra la comunità laica e la potente struttura monastica benedettina, una delle più ricche e influenti dell’epoca . La festa nasce proprio per ricordare questo rapporto e per riscoprire le origini medievali di Abbadia San Salvatore .
Tre giorni di Medioevo
La manifestazione coinvolge l’intera comunità badenga, che per tre giorni e tre notti abbandona gli abiti contemporanei per indossare quelli dei propri avi . Il programma è ricco e variegato, pensato per offrire un’esperienza immersiva:
La richiesta del mercato
Il via viene dato venerdì sera, quando i figuranti in costume sfilano dal centro del paese fino all’Abbazia per chiedere all’abate la concessione del “mercato sabbatico” . Davanti alla monumentale abbazia, viene benedetto il fuoco, elemento che da sempre segna la storia di questa comunità nata sulle pendici di un antico vulcano .
I Giochi dei Terzieri
Il borgo è diviso in tre “terzieri” che si sfidano in giochi medievali, tra cui il tiro con l’arco e la spettacolare “Gara delle portantine”, che decreta il terziere vincitore . Le piazze e le vie si trasformano in un palcoscenico naturale che accoglie taverne, botteghe di arti e mestieri, mentre per le strade si muovono musicanti, danzatori, cantori e giocolieri .
La Domenica dell’Offerta
Il momento clou della festa è la domenica. Un grande corteo storico composto da fabbri, falegnami, tessitrici, lanaioli e abitanti del villaggio, guidato dal podestà, dai priori e dal camerlengo, percorre le vie del borgo lungo il tracciato della Via Francigena, fino a raggiungere l’Abbazia . Qui, la comunità viene accolta dai rappresentanti ecclesiastici e si svolge la solenne cerimonia dell’Offerta dei Censi .
Un’esperienza da non perdere
Oltre agli spettacoli e alle rievocazioni, le taverne e i ristori rimangono aperti fino a tarda notte, offrendo l’occasione di gustare piatti tradizionali in un’atmosfera unica . L’Offerta dei Censi non è solo una festa, ma un’immersione totale nella storia e nelle tradizioni di uno dei borghi più affascinanti del Monte Amiata. Per chi visita la Toscana a luglio, è un appuntamento imperdibile.
Se state cercando un’esperienza autentica lontano dai grandi circuiti turistici, la Sagra del Bico nella frazione di Piazze, nel comune di Cetona (SI), fa al caso vostro. Questo evento, giunto alla sua 27ª edizione, è una festa che celebra un alimento povero ma dal sapore ricco di storia, capace di unire l’intera comunità. Dal 26 giugno al 5 luglio 2026, Piazze si anima per due fine settimana di gusto, musica e tradizione .
Cos’è il Bico? Un Pane Antico dalla Storia Affascinante
Il Bico è il vero protagonista della festa. Si tratta di una focaccia o pane azzimo dalla forma rotonda, una via di mezzo tra la piadina romagnola e la torta al testo umbra, che condivide con quest’ultima l’antica tecnica di cottura . Le sue origini sono antichissime e affondano nella tradizione contadina locale: un tempo, questo pane povero veniva preparato con sola farina e acqua e cotto sotto la cenere del focolare .
Oggi la ricetta si è arricchita con ingredienti come sale, olio d’oliva e un pizzico di bicarbonato , ma la sua essenza resta quella di un cibo semplice e versatile. Perfetto per essere gustato da solo come pane o farcito con i prodotti tipici del territorio, il Bico è un simbolo della cucina della Valdichiana Senese .
Una Sagra nata per la Comunità
La Sagra del Bico non è solo un evento gastronomico, ma un progetto nato dal cuore della comunità. L’idea, nel lontano 1997, fu quella di organizzare una festa per raccogliere fondi per la Banda Comunale “Arturo Toscanini”. Ancor oggi, l’evento è organizzato dalla banda e coinvolge oltre 150 persone del paese, unendo giovani e meno giovani nella preparazione dell’evento .
Le “regine” della sagra sono le massaie del paese, custodi della ricetta originale del Bico che viene tramandata oralmente e gelosamente protetta . Se chiedete la ricetta, probabilmente vi sorrideranno, come fa la “regina del Bico”, Ida Corbari, che ancora conserva il suo prezioso foglietto con le dosi .
Cosa Mangiare e Bere
Durante la sagra, lo stand gastronomico è aperto tutte le sere . Oltre al celebre Bico, potrete gustarlo in tutte le sue varianti: dalla classica farcitura con salsiccia e verdure al più sostanzioso “buglione”, uno stufato di carne misto che è un altro grande classico della cucina contadina locale . Non mancheranno le patate, le tagliatelle e altre specialità che trasformano la piazza in un grande laboratorio del gusto .
Un Programma di Musica e Divertimento
La Sagra del Bico è anche un’occasione per ballare e divertirsi sotto le stelle. Il programma musicale è ricco e variegato, per accontentare tutti i gusti:
26 giugno (venerdì): Serata di apertura con il party anni ’90 “Crazy 90’s” .
27 giugno (sabato): Musica da ballo con l’Orchestra Roberto Polisano .
28 giugno (domenica): Serata con l’Orchestra Marco Cimarelli .
2 luglio (giovedì): Il momento più solenne con il Concerto della Banda Comunale “Arturo Toscanini” e le majorettes .
3 luglio (venerdì): Serata discoteca insieme ai Déjà Vu .
4 luglio (sabato): Spettacolo con l’Orchestra Claudia Scarciafratte .
5 luglio (domenica): Gran finale con Elena Camarrone .
Perché Visitare Piazze e Cetona
Piazze si trova nel comune di Cetona, un borgo che ha ricevuto la prestigiosa Bandiera Arancione del Touring Club Italiano . Situato al crocevia tra Toscana e Umbria , il territorio offre paesaggi mozzafiato tra colline coltivate a olivi e vigneti, boschi di faggi e panorami che spaziano fino alla Valdichiana.
Venire alla Sagra del Bico è l’occasione perfetta per unire il piacere del buon cibo alla scoperta di un angolo di Toscana autentico, lontano dalle folle. L’ingresso alla sagra è libero e la festa si svolge al coperto, pronta ad accogliere tutti. Per informazioni, potete seguire la pagina Instagram ufficiale Sagra del Bico.
Non perdete l’opportunità di assaggiare questo pane che sa di storia e di comunità, in una delle feste più sentite della Valdichiana Senese.
Se c’è un piatto che incarna l’anima marinara della Toscana, quello è sicuramente il cacciucco. E se c’è un evento che celebra questa prelibatezza con autentica passione, è la Sagra del Cacciucco di Badia Pozzeveri. Questa manifestazione, giunta alla sua 48ª edizione, trasforma la frazione di Altopascio in un punto di riferimento per gli amanti della buona cucina di pesce dal 19 giugno fino al 5 luglio 2026 .
Il Protagonista Indiscusso: Il Cacciucco alla Viareggina
La sagra è dedicata a una delle ricette più celebri e discusse della tradizione ittica toscana. Il cacciucco è molto più di una semplice zuppa di pesce: è una storia di mare, di pescatori e di sapori antichi. La parola stessa, secondo l’Accademia della Crusca, deriverebbe dal turco küçüklü, che significa “qualcosa di mischiato con oggetti più piccoli”, a descrivere la minutaglia di pesce che un tempo finiva nelle reti e, poi, nelle pentole .
Proprio a Badia Pozzeveri, il piatto protagonista è la versione “alla Viareggina”, da sempre rivale, per gusto e fama, della più nota variante livornese . Se il cacciucco livornese è spesso più liquido e speziato, la sua variante viareggina, che potrete assaporare qui, si contraddistingue per un sapore più intenso e deciso, reso unico dall’aggiunta del peperoncino e da una selezione di pesci di sabbia . È una vera e propria esplosione di gusto, servita su fette di pane toscano tostato, pronto ad accogliere un brodo ricco e saporito .
Non Solo Cacciucco: Un Viaggio nei Sapori del Mare
Ma la Sagra del Cacciucco non è solo il suo piatto eponimo. Gli stand gastronomici, allestiti in Piazza Don G. Della Maggiora e aperti ogni sera dalle 19:30, offrono una vera e propria carrellata di specialità della cucina di pesce toscana . Oltre all’immancabile cacciucco, i visitatori possono deliziarsi con la famosa “zuppetta di pesci” alla viareggina e con gustosi fritti di paranza, il tutto in un’atmosfera conviviale e festosa .
Un Evento All’Insegna dell’Inclusività
Ciò che rende questa sagra davvero speciale è la sua attenzione verso tutti i palati. Da anni, l’evento si distingue per un’importante iniziativa di inclusività: la collaborazione con Avis Altopascio, l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) e AILI (Associazione Italiana Latto-Intolleranti) permette di offrire menu dedicati a chi soffre di intolleranze alimentari .
Come sottolineato dal presidente del comitato organizzatore, Roberto Marconi, “un celiaco su due è anche intollerante al lattosio”, rendendo fondamentale l’impegno a rendere l’evento accessibile a tutti . Quest’anno, proprio per ribadire questo impegno, nei weekend della sagra sono previste serate speciali con piatti senza glutine e senza lattosio, che permettono a tutti di gustare le prelibatezze in piena sicurezza .
Divertimento e Solidarietà
La Sagra del Cacciucco non è solo un evento enogastronomico, ma un vero e proprio momento di festa per la comunità. Dopo cena, la piazza si anima con serate danzanti e musica dal vivo, grazie alla presenza delle migliori orchestre della zona, rendendo ogni serata un’occasione unica per divertirsi in compagnia .
A rendere la festa ancora più preziosa è il forte legame con il territorio e la solidarietà. L’evento è organizzato dal Comitato Paesano Badia Pozzeveri Onlus e vanta il patrocinio del Comune di Altopascio . Parte del ricavato viene devoluto a realtà locali come la Misericordia, e l’evento è anche un’importante vetrina per Avis Altopascio, che promuove la cultura della donazione di sangue e plasma .
Come Partecipare
La Sagra del Cacciucco è a ingresso libero e si svolge al coperto, rendendola un’ottima scelta anche in caso di maltempo . Per gustare i piatti, è consigliata la prenotazione al ristorante al numero 331.2834388. Per informazioni sulle serate danzanti, è possibile contattare il numero 348.8930013.
Non perdete l’occasione di vivere una serata all’insegna del gusto, della tradizione e della convivialità a Badia Pozzeveri!
Info Utili:
Evento: 48ª Sagra del Cacciucco
Luogo: Badia Pozzeveri, Altopascio (LU) – Piazza Don G. Della Maggiora
Date: 19-20-21 giugno, 26-27-28 giugno, 2-3-4-5 luglio 2026
Il Palio non è solo una corsa di 90 secondi. È un intero universo di riti, sacrifici e preparativi che prende vita molte settimane prima che il mortareto dia il segnale di partenza in Piazza del Campo .
Se credete che basti arrivare il 2 luglio per capire il Palio, vi state perdendo la parte più autentica ed emozionante. Per i senesi, la “fatica” inizia molto prima, già dalle settimane antecedenti la Corsa della Madonna di Provenzano. E giugno è il mese in cui la macchina del Palio entra nel vivo.
Ecco una guida passo passo a tutte le operazioni, le prove, gli intrighi e le emozioni che accompagnano la preparazione al Palio di luglio.
🏇 I primi passi: gli allenamenti individuali (già da marzo!)
Molti pensano che tutto inizi a fine giugno, ma la verità è che il Palio si “sudaa” (si suda) sui campi di allenamento nascosti nelle campagne senesi già a partire dalla primavera.
Il Comune di Siena mette a disposizione dei fantini e dei cavalli ammessi al Protocollo Equino due piste principali per gli allenamenti individuali: Mociano e Monticiano.
Nel periodo che precede il Palio di luglio, le piste sono aperte con cadenza regolare. Ad esempio, a giugno troviamo:
A Mociano: ogni mercoledì e venerdì dalle 7.30 alle 10, con aperture straordinarie anche il pomeriggio .
A Monticiano: sessioni specifiche organizzate dopo le corse di addestramento .
Qui, fantini esordienti e campioni affermati portano i cavalli a prendere confidenza con la pista di tufo, testano le accelerazioni e cercano di farsi notare dai Capitani delle Contrade. È qui che nascono le prime “cotte” tra un cavallo e una Contrada. Come racconta il fantino Giovanni Puddu: “Bonitas ha mostrato esuberanza al canape… Fenomenale sembra già matura per affacciarsi in Piazza” .
A volte il maltempo sconvolge i piani: piogge primaverili possono costringere a posticipare gli addestramenti, come successo a maggio 2026, con recuperi organizzati proprio nei primi giorni di giugno . Ma i fantini non si fermano mai.
📅 Il conto alla rovescia: la settimana del Palio
Tutta l’attenzione si concentra nella settimana che va dal 29 giugno al 2 luglio. Questi sono i giorni clou, in cui Siena trattiene il fiato.
29 Giugno: La “Tratta” e l’Assegnazione dei Cavalli
È probabilmente il giorno più importante e teso.
La mattina presto (intorno alle 9.00), i fantini indossano il giubbetto e il cap con i colori del Comune e si alternano nel “Palio della prova generale”, dove provano i vari cavalli iscritti per stilare la graduatoria . Nel primo pomeriggio (circa le 13.30), davanti al Palazzo Pubblico, avviene la Tratta: l’assegnazione ufficiale dei cavalli alle dieci Contrade che corrono. In quel momento, il destino è segnato. Se un cavallo è forte, la Contrada esulta; se è lento, inizia l’ansia. È un momento di magia nera e gioia incontenibile.
Dalle Prove alla “Provaccia”
Dopo l’assegnazione, inizia il trittico di prove che servono a rodare l’accoppiata cavallo-fantino.
Prove del pomeriggio (29, 30 giugno e 1 luglio): Iniziano alle 19.45 circa . La piazza inizia a riempirsi di appassionati.
Prove del mattino (30 giugno, 1 e 2 luglio): Si corre alle 9.00. Sono le prove più insidiose, perché la pista è diversa e la luce è tagliente .
Le “Provacce”: Sono le prove segrete o meno ufficiali che si tengono nelle notti precedenti. Qui i fantini si allenano al “lato lungo” e testano le reali partenze. Per gli esperti è il momento più interessante, perché si vedono le “mosse” vere che non si fanno vedere nelle prove ufficiali .
🎭 Non solo corsa: i riti collaterali
Preparare il Palio significa anche preparare la festa.
Il Corteo Storico
Il 2 luglio, nel pomeriggio (dalle 16.40 inizia lo sgombero della pista, per l’ingresso del corteo alle 17.20 circa) , sfilano i 14 gruppi del corteo storico: giudici, capitani, alferi, tamburini e comparse in costumi rinascimentali. È uno spettacolo nel spettacolo, che prepara l’ambiente alla tensione della corsa.
Le Cene delle Contrade
Alla vigilia del Palio, ogni Contrada organizza la cena propiziatoria nei propri locali. Non è una semplice cena: si canta, si mangia, si beve e si carica l’agonismo. Se siete a Siena, provate ad affacciarvi (magari portando una bottiglia di vino come omaggio), ma rispettate la sacralità del momento .
La “Provaccia” mattutina del 2 luglio
La mattina del giorno del Palio, alle 9.00, c’è l’ultima prova. Si chiama “Provaccia” ed è spesso la più combattuta, perché i fantini non hanno più nulla da perdere e testano le traiettorie per la mossa decisiva .
📌 Consigli pratici per vivere la preparazione
Se volete immergervi nell’atmosfera senza essere travolti dalla folla del giorno della corsa, le prove sono il momento ideale.
Accesso: La Piazza è accessibile gratuitamente durante le prove, anche se molto affollata. Per la prova generale del mattino (2 luglio) l’accesso è più facile.
Orari: Le prove serali iniziano alle 19.45 (con preavviso alle 18.45). Arrivate con almeno un’ora di anticipo per trovare un buon posto .
Cosa portare: Un cuscino o uno sgabello pieghevole. L’attesa in piedi sul lastricato della Piazza è estenuante .
Animali domestici: Attenzione: durante le prove e il Palio, cani e altri animali non sono ammessi in Piazza del Campo. Lasciateli a casa o affidateli a un pet-sitter per evitare stress da caldo e rumore .
Giugno è il mese in cui Siena si sveglia dal letargo e inizia a respirare al ritmo degli zoccoli dei cavalli. Vivere la preparazione significa capire che il Palio non è solo una corsa, ma una guerra di nervi, di strategia e di cuore.
Se volete assistere alla Carriera del 2 luglio, arrivate qualche giorno prima e seguite le prove. È lì che si scrive la vera storia.
“Un vole”, detto alla fiorentina. Chissà quante volte l’avrete sentito pronunciare. Perché San Giovanni è il patrono di Firenze, e la sua festa – il 24 giugno – è uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno. Ma è nella notte che precede questa data, quella tra il 23 e il 24 giugno, che accade qualcosa di speciale. Una notte breve, magica, sospesa tra cielo e terra, dove secondo un’antica credenza la rugiada che scende non è semplice acqua, ma un elisir dalle virtù miracolose .
Considerata per secoli “la notte delle streghe”, questo è il momento perfetto per purificarsi, predire il futuro e raccogliere erbe dai potenziali poteri curativi .
Ecco una guida per vivere al meglio questo giorno magico, tra riti antichi e sapori tradizionali.
✨ L’Acqua e le erbe magiche: il rito della bellezza
La tradizione più radicata in Toscana (e non solo) è la preparazione della “Acqua di San Giovanni”. Secondo la leggenda, nella notte del solstizio d’estate, la rugiada degli Dei si posa su piante e fiori, caricandoli di energie benefiche .
Il rito è semplice ma suggestivo. Durante la notte tra il 23 e il 24 giugno, si raccolgono diverse erbe spontanee e fiori, si mettono in una bacinella piena d’acqua e si lasciano all’aperto, al chiaro di luna. La mattina del 24, ci si lava il viso e le mani con quell’acqua. Il risultato? Secondo la tradizione, diventerete più belli, sarete protetti dalle malattie e allontanerete la sfortuna .
Quali erbe non possono mancare? La regina indiscussa è l’Iperico, chiamato anche “Erba di San Giovanni” o “Scacciadiavoli”, riconoscibile per i suoi splendidi fiori gialli . Ma nella bacinella possiamo aggiungere anche:
Lavanda: per la protezione di tutta la famiglia .
Artemisia: protegge dai fulmini e dal malocchio .
Rosmarino e Salvia: per tenere lontane le streghe .
Menta: che garantisce lunga vita .
Verbena: simbolo di pace e prosperità .
Un consiglio da veri toscani: usate un fazzoletto di cotone per raccogliere la rugiada direttamente dall’erba all’alba, strizzandolo poi nel recipiente. Si dice sia la forma più pura .
🔮 I riti divinatori: il futuro in un guscio d’uovo
Se volete sbirciare nel futuro, la Notte di San Giovanni offre diverse occasioni.
La “Barca” dell’albume
Un rito molto diffuso in passato era quello dell’albume d’uovo. Si prendeva un albume crudo e lo si lasciava cadere in un bicchiere d’acqua. Lasciandolo riposare (un tempo lo si lasciava fuori a raccogliere la rugiada), l’albume si solidificava in forme strane. La mattina dopo, la forma assunta dall’albume avrebbe predetto il futuro: se somigliava a una barca o a una casa, segno di fortuna e viaggi; se assomigliava a un velo, forse un lutto .
Il rito delle tre fave
Per chi cerca l’amore, ecco un classico. Prendete tre fave secche. Alla prima togliete tutta la buccia, alla seconda toglietene solo metà, la terza lasciatela intatta. Incartatele in tre pezzi di carta identici e mettetele sotto il cuscino a mezzanotte. La mattina del 24, senza guardare, pescatene una a caso.
Fava intera: troverete l’amore, sarete ricchi e felici.
Mezza buccia: benessere e alti e bassi nella norma.
Senza buccia: tempi duri (o sposo povero per le ragazze) .
🔥 Il Falò e la protezione
Anticamente, la notte del 23 giugno, si accendevano grandi falò nei campi e nelle piazze. Oltre a essere un rito di purificazione legato al Sole (che inizia il suo declino dopo il solstizio), il fuoco serviva per tenere lontane le streghe, che si pensa volassero proprio quella notte verso i loro sabba .
Quando il falò si spegneva, la cenere diventava un portafortuna. Prenderne un pizzico e metterlo tra i capelli o saltare sopra le braci spente (con cautela!) era un gesto scaramantico per garantirsi salute e fortuna per tutto l’anno .
🍽️ I sapori di San Giovanni: cosa si mangia
Se il 19 marzo (San Giuseppe) si mangiano le frittelle di riso, la vigilia e il giorno di San Giovanni hanno le loro specialità.
Le Frittelle di San Giovanni: In molte zone della Toscana si preparano delle frittelle dolci. A differenza di quelle di riso tipiche di Carnevale o di San Giuseppe, queste sono spesso a base di pasta choux (quella dei bignè), fritte e cosparse di zucchero a velo o semolato .
Le Ciliegie: Giugno è il mese della raccolta delle ciliegie. Se la notte del 23 mangiate le ultime ciliegie della stagione (un po’ come fanno i “monelli” rubando gli ultimi frutti), per tradizione sarete baciati dalla fortuna .
Il Nocino: Sebbene si prepari proprio il 24 giugno, questo liquore alle noci verdi è il digestivo perfetto per concludere il pranzo di festa. Le noci (acerbe) vanno raccolte nella notte magica e fatte macerare nell’alcol con spezie. Attenzione: vanno raccolte in numero dispari, altrimenti la pozione non riesce .
📅 Cosa fare in Toscana il 24 giugno?
Se vi trovate a Firenze, non potete perdere:
Il Calcio Storico: la finale della “partita più brutale del mondo” si gioca il 24 giugno in piazza Santa Croce. Un tuffo nel Rinascimento più autentico e passionale.
I “Fochi” di San Giovanni: Lo spettacolo pirotecnico sulla riva sinistra dell’Arno (Piazzale Michelangelo) illumina il cielo la sera del 24 giugno.
L’Olio di San Giovanni (fai da te)
Oltre all’acqua, preparate l’Oleolito di Iperico. Mettete i fiori freschi di Iperico in un barattolo di vetro, copriteli con olio d’oliva e lasciateli macerare al sole per circa un mese. L’olio diventerà rosso rubino ed è perfetto per curare scottature, piccole ferite e pelle secca .
Che la notte più breve dell’anno porti con sé un po’ della sua magia anche a voi. Buon San Giovanni!
Firenze, Pisa, Siena, San Gimignano. Li conosciamo tutti. Le code per gli Uffizi, la folla in Piazza del Campo, i selfie con la Torre pendente. Ma la Toscana è molto di più. È una regione che, se sai dove guardare, ti regala esperienze autentiche, sorprendenti, lontane dal turismo di massa.
Siamo già a fine giugno. Le giornate sono al loro massimo splendore, il solstizio d’estate è appena passato e le serate sono lunghissime. È il momento perfetto per esplorare quella “Toscana segreta” che i grandi flussi turistici non raggiungono. Ecco sette esperienze da vivere in questo periodo, tutte ancora disponibili e perfette per chi cerca qualcosa di diverso.
1. Immergiti nelle piscine naturali segrete della Toscana
Fine giugno significa caldo. A volte tanto. E la soluzione migliore non è necessariamente il mare affollato. Esiste una Toscana fatta di acque gelide, boschi fitti e canyon nascosti dove l’acqua scorre limpida tra cascate e pozze turchesi. Il momento ideale per scoprirla è adesso, con le temperature che invitano a un tuffo rigenerante.
Sentierelsa – Colle di Val d’Elsa (SI)
Un cammino che sembra portare indietro nel tempo. Tra pareti di vegetazione fitte e raggi di sole filtranti, il fiume Elsa scorre con acque trasparenti che creano un’atmosfera da paradiso nascosto. Perfetto per famiglie ed escursionisti.
Canaloni del Farma – Monticiano (SI)
Qui il torrente Farma ha scolpito canyon e piscine naturali nella roccia. Una strada impervia ti conduce al cuore del bosco, dove regnano silenzio e freschezza. Un luogo dove il tempo si ferma e la natura si riprende la scena. Mood: selvaggio, isolato, rigenerante.
Ponte della Pia – Sovicille (SI)
Ai margini della Val di Merse, un ponte medievale abbraccia il paesaggio. Sotto, il torrente scorre quieto, tra rocce levigate e vegetazione. Un angolo di pace, perfetto per chi cerca quiete e bellezza senza filtri. Mood: storico, romantico, fuori dal tempo.
Consiglio: porta un telo, dell’acqua e scarpe da scoglio. Alcuni di questi luoghi richiedono un breve trekking per essere raggiunti. E controlla sempre le condizioni meteo prima di partire.
2. Assaggia i “sapori perduti” della Toscana nei ristoranti (ancora in corso)
C’è una Toscana che non trovi nei menu turistici. Quella fatta di ingredienti antichi, varietà dimenticate e ricette tramandate. Fino a fine giugno (e oltre), un calendario di appuntamenti nei ristoranti della regione celebra proprio queste eccellenze.
Cosa puoi assaggiare in questo periodo (controlla le date specifiche, molte sono ancora attive o riprenderanno a breve):
Il Tonno del Chianti con fagioli zolfini – un classico dell’estate toscana, perfetto per un pranzo leggero ma sostanzioso.
I Pici senesi all’aglione della Valdichiana – la pasta fatta a mano con il sugo rosso piccante che sa di tradizione.
La Zucchina bianca fiorentina alla brace – una varietà antica, più dolce e meno acquosa delle zucchine classiche.
Un dessert a base di riso della Maremma – un tesoro da riscoprire, perfetto per chiudere in dolcezza.
Ogni piatto racconta una storia. Ogni ingrediente è un pezzo di biodiversità toscana da riscoprire. E la cosa bella? Non devi andare in chissà quale locale esclusivo: queste proposte sono nei menu di ristoranti e pizzerie accessibili a tutti.
Verifica sui siti dei singoli ristoranti (es. Magazzino a Firenze, Megabono a Prato, Olio Restaurant a Firenze, Il Cerreto Bio a Pomarance, Il Vezzo a Firenze) se le proposte sono ancora attive. Molte continuano per tutta l’estate.
3. Perditi nei campi di lavanda in fiore (il momento è adesso!)
Se c’è una data da segnare sul calendario per fine giugno, è questa. La lavanda è nel pieno della sua fioritura, e la Toscana si tinge di viola come la Provenza. Non serve attraversare le Alpi: il paradiso viola è qui, a due passi.
Dove vedere i campi di lavanda a fine giugno
Santa Luce (Pisa) : sulle colline pisane, l’Agriturismo Mandriato apre i suoi due ettari e mezzo di lavanda con un ricco programma di eventi dal 18 giugno all’11 luglio. Tra le esperienze ancora disponibili a fine giugno: “Lavanda al Tramonto” con meditazione guidata e campane tibetane, e tour fotografici nei campi in fiore.
Rosignano Marittimo (Livorno) : qui il viola blu della lavanda si fonde con il cielo azzurro e il blu del mare, creando un contrasto unico. Le fioriture sono al massimo in questi giorni.
Bolgheri (Livorno) : il celebre borgo cantato da Giosuè Carducci, dove il viale dei cipressi si snoda proprio accanto a una piccola distesa viola, in prossimità dell’oratorio di San Guido.
Un evento da non perdere: Lavanda in Fiore a Sarteano
Dal 27 al 29 giugno, Sarteano (in provincia di Siena) ospita “Lavanda in Fiore”, un evento dedicato interamente a questa pianta magica. Visite ai campi, laboratori di essenze, degustazioni e musica dal vivo. Tre giorni viola da sogno.
Consiglio: molti campi di lavanda sono privati. Per fotografare, chiedete sempre il permesso ai proprietari o partecipate alle visite guidate organizzate. E portate con voi un repellente per le api: i bombi e i calabroni sono molto attratti dal profumo intenso!
4. Vivi la Notte di San Giovanni (23-24 giugno) tra magia e sapori
Se siete in Toscana proprio tra il 23 e il 24 giugno, non potete assolutamente perdere la Notte di San Giovanni. Una notte breve, magica, sospesa tra cielo e terra, dove secondo un’antica credenza la rugiada che scende non è semplice acqua, ma un elisir dalle virtù miracolose.
Cosa fare la notte del 23 giugno
Prepara l’Acqua di San Giovanni: raccogli erbe spontanee (iperico, lavanda, artemisia, rosmarino, menta) e lasciale in una bacinella d’acqua al chiaro di luna. La mattina del 24, lavati il viso e le mani: secondo la tradizione, sarai più bello e protetto per tutto l’anno.
Assaggia le frittelle di San Giovanni: in molte pasticcerie toscane troverai queste frittelle dolci a base di pasta choux, fritte e cosparse di zucchero a velo.
Ammira i “Fochi” a Firenze: la sera del 24 giugno, spettacolo pirotecnico sulla riva sinistra dell’Arno (Piazzale Michelangelo). Uno dei modi più suggestivi per celebrare il patrono della città.
Segui la finale del Calcio Storico: sempre il 24 giugno, in Piazza Santa Croce a Firenze, si gioca la finalissima del Calcio Storico Fiorentino. Lo sport più violento e affascinante del mondo. Un’esperienza da vedere almeno una volta nella vita.
5. Fai una caccia al tartufo (e impara a fare la pasta)
Se vuoi un’esperienza che unisce natura, gastronomia e divertimento, la caccia al tartufo è quello che fa per te. E non devi andare nelle Langhe: la Toscana ha le sue eccellenze. Anche a fine giugno si trova il tartufo estivo (chiamato “scorzone”), meno pregiato del bianco ma comunque profumatissimo.
A Peccioli, borgo Bandiera Arancione del Touring Club sulle colline toscane, l’agriturismo biologico Diacceroni organizza esperienze uniche tutto l’anno.
Caccia al tartufo
Un esperto tartufaio (certificato dalla Regione Toscana dal 2008) ti accompagnerà nei boschi con i cani addestrati. Potrai imparare le tecniche di ricerca e di estrazione, e vivere l’emozione di estrarre il tartufo in prima persona. Puoi scegliere tra la sola escursione o l’opzione che include un pranzo o una cena a base dei tartufi raccolti.
Corso di pasta fresca
Non solo tartufo. Sempre a Peccioli, puoi partecipare a un corso dove imparerai a preparare tre formati di pasta della tradizione (di cui uno ripieno) e due tipi di pasta all’uovo. Poi gusterai il frutto del tuo lavoro, con abbinamenti di vino Diacceroni. In regalo, un grembiule firmato.
Perfetto per famiglie, coppie o gruppi di amici. I corsi sono aperti anche ai bambini.
6. Esplora le Vie Cave etrusche (con il caldo, meglio la mattina presto)
Immagina di camminare in una gola scavata nella roccia dagli Etruschi 2500 anni fa. Le pareti di tufo ti circondano, il sole scompare, l’aria si fa spessa. È un viaggio senza tempo. Poi torni alla luce e trovi un vecchio che ti serve un bicchiere di bianco e due fette di pecorino stagionato.
Benvenuto alle Vie Cave di Sovana, in provincia di Grosseto.
Cosa sono
Le Vie Cave sono antiche strade scavate nel tufo dagli Etruschi, che collegavano le necropoli alle città. Oggi sono percorsi suggestivi, immersi nella vegetazione, dove il silenzio è rotto solo dal rumore dei passi e dal canto degli uccelli. A fine giugno, con il caldo che si fa sentire, sono l’ideale: l’escursione è protetta dal sole grazie alle alte pareti rocciose.
Come viverle
Non serve una guida (anche se esistono escursioni organizzate). Puoi semplicemente parcheggiare a Sovana, uno dei borghi più belli della Maremma, e seguire i sentieri segnalati. Porta scarpe da trekking, acqua a volontà e uno spirito di avventura. E parti presto la mattina (verso le 8-9) per evitare le ore più calde.
E se dopo la camminata hai voglia di un assaggio di Toscana autentica, fermati in una delle cantine o delle trattorie del borgo. Come scrive un noto blogger toscano: “Scendere in una Via Cava è come entrare nella gola della terra… poi torni alla luce e trovi un vecchio che ti serve un bicchiere di bianco e due fette di pecorino stagionato. E capisci che la bellezza, a volte, è scolpita nella roccia”.
7. Prendi il “Treno Natura” tra Siena e Monte Antico (se trovi una data)
Ultima esperienza, forse la più romantica e nostalgica. Dimentica l’auto, il traffico, lo stress del parcheggio. Sali a bordo del Treno Natura, un convoglio storico che arranca, fischia, tossisce. È vecchio, rumoroso, meraviglioso. E scivola tra le colline toscane come un sogno ferroviario in bianco e nero.
Il percorso
La linea ferroviaria che collega Siena a Monte Antico (in provincia di Grosseto) attraversa alcuni dei paesaggi più belli della Toscana: crete senesi, vigneti, oliveti, boschi. Il treno è lento, volutamente. Non percorre le linee ad alta velocità, ma quelle secondarie, quelle dimenticate, quelle che attraversano i borghi che l’auto non vede.
Cosa succede a bordo
Nei vagoni, facce vere. Gente del posto con cestini di pane, odore di salame e risate stanche. Ogni fermata è una sagra, un bicchiere di rosso, un contadino che ti offre il suo formaggio come se ti conoscesse da sempre.
Informazioni pratiche per fine giugno
Il Treno Natura non è un servizio regolare, ma un’esperienza organizzata in date specifiche. Per fine giugno, controlla sul sito della Fondazione FS o delle associazioni locali se sono previsti convogli. In caso negativo, segna l’idea per l’autunno: è un’esperienza che merita di essere vissuta almeno una volta, anche rimandando.
Tabella riassuntiva: le 7 esperienze per fine giugno
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Esperienza
Dove
Perché farla a fine giugno
1
Piscine naturali
Val d’Elsa, Monticiano, Sovicille
Per rinfrescarsi con il caldo che aumenta
2
Sapori perduti
13 ristoranti in Toscana
Molte proposte continuano per tutta l’estate
3
Campi di lavanda
Santa Luce, Rosignano, Bolgheri, Sarteano
Picco della fioritura (fine giugno – inizio luglio)
4
Notte di San Giovanni
Tutta la Toscana, specialmente Firenze
23-24 giugno: magia, falò, tradizioni e Calcio Storico
5
Caccia al tartufo
Peccioli (PI)
Il tartufo estivo (“scorzone”) è disponibile
6
Vie Cave
Sovana (GR)
Percorsi ombreggiati ideali per il caldo di fine giugno
7
Treno Natura
Siena – Monte Antico
Verificare date; se non c’è, riprogrammare per l’autunno
Consigli pratici per fine giugno
Proteggiti dal sole: a fine giugno il sole è già alto e forte. Porta cappello, occhiali da sole, crema solare ad alta protezione e molta acqua.
Svegliati presto: le ore migliori per le attività all’aperto (Vie Cave, piscine naturali, escursioni) sono dalle 8 alle 11 del mattino.
Prenota in anticipo: soprattutto per la caccia al tartufo, i corsi di cucina e gli eventi legati alla lavanda (es. Sarteano). I posti sono limitati.
Non avere fretta: queste esperienze sono l’opposto del turismo mordi-e-fuggi. Prenditi il tuo tempo.
Chiedi ai locali: il barista, il contadino al mercato, il gestore del B&B. Loro sanno i posti che nessuna guida racconta.
Bonus: cosa non troverai in questo articolo (perché a fine giugno è troppo tardi)
Per onestà intellettuale, ecco alcune esperienze che abbiamo volutamente saltato perché non più disponibili a fine giugno:
La Maggiolata di Lucignano: si svolge tra fine maggio e inizio giugno. Per il 2026 le date erano 31 maggio, 1 e 7 giugno. Già passata.
I musei gratis del 2 giugno: la Festa della Repubblica è il 2 giugno. A fine giugno non c’è più.
La Sagra della Ciliegia di Lari: si svolge tra fine maggio e inizio giugno. A fine giugno le ciliegie sono già finite.
Ma non preoccuparti: la Toscana ha così tanto da offrire che non te ne accorgerai nemmeno.
La Toscana di fine giugno è una sinfonia di viola (lavanda), di fresco (piscine naturali), di magia (San Giovanni) e di sapori autentici. È il momento in cui l’estate esplode in tutta la sua bellezza, ma c’è ancora spazio per scoprire luoghi segreti e vivere esperienze lontane dal turismo di massa.
Quale di queste sette esperienze farai tua in questi ultimi giorni di giugno?
C’è un momento magico, ogni sera, in cui la Toscana trattiene il respiro. Il sole si abbassa lentamente, le colline si tingono d’oro e d’arancio, e l’aria si riempie del profumo di terra calda, erbe aromatiche e… vino.
Giugno è il mese perfetto per questo rito quotidiano. Le giornate sono lunghissime, il solstizio d’estate allunga il crepuscolo, e le temperature sono ancora miti per stare all’aperto. Allora, perché non trasformare l’ora del tramonto in un’esperienza da gustare con un calice di rosso o bianco in mano?
Ecco una guida ai luoghi più suggestivi della Toscana per godersi il tramonto di giugno sorseggiando un buon vino.
🍷 La Maremma: tramonti infiniti tra vigne e mare
La Maremma, con le sue colline che scendono dolci verso il mare, è forse il luogo più iconico per questo tipo di esperienza. Qui il cielo si accende di rosso e viola, e lo sguardo può spaziare dalle vigne fino all’orizzonte marino.
Rocca di Frassinello – Maremma (Grosseto)
A pochi chilometri dalla costa, Rocca di Frassinello è una cantina d’autore che ha fatto del tramonto un vero e proprio appuntamento fisso. Per l’estate 2025, l’evento si chiama “Calici al Tramonto”, in programma dal 20 giugno.
L’occasione è unica: visitare la cantina all’ora del crepuscolo, degustare i vini della tenuta accompagnati da piccoli assaggi di prodotti del territorio, il tutto allietato da buona musica. La terrazza panoramica della cantina offre una vista mozzafiato sulle colline maremmane, e con un calice in mano è difficile chiedere di più .
Consiglio da blogger: la stessa location ospita anche “Calici di Stelle” ad agosto (per ammirare il cielo stellato) e “Notti dell’Archeologia” con passeggiate serali nella necropoli etrusca della tenuta. Se siete in zona, segnatevi le date.
Conti di San Bonifacio – Maremma
Per chi cerca un’atmosfera più intima e raccolta, Conti di San Bonifacio è una scoperta. Arroccato su una collina della Maremma tra vigneti, uliveti e boschi, questo wine resort racconta una Toscana più selvaggia e autentica .
Qui il paesaggio è diverso da quello del Chianti: più luminoso, attraversato da una bellezza quasi primitiva che profuma di terra calda, vento e macchia mediterranea. I tramonti sono infiniti, e l’invito è proprio quello di perdersi con un calice di vino, magari dopo una giornata trascorsa a esplorare la tenuta .
🌿 La Lunigiana: tra castelli e vigneti
La Lunigiana, terra dei cento castelli, è una delle zone meno battute dal turismo internazionale ma non per questo meno affascinante. Qui i tramonti si specchiano sulle antiche fortezze e si accendono tra i filari.
Fattoria Ruschi Noceti – Pontremoli
Sabato 28 giugno (ma anche in altre date estive), la Fattoria Ruschi Noceti a Pontremoli organizza “Calici al Tramonto”.
L’esperienza è semplice ma perfetta: una passeggiata tra i vigneti, un’escursione guidata nelle campagne circostanti, e poi ci si ferma a guardare il sole che cala, sorseggiando due calici di vino accompagnati da un ricco tagliere di prodotti tipici locali: torta d’erbi, bruschette, salumi e altre prelibatezze .
Costo: 20 euro a persona. Un affare per un’esperienza che sa di Toscana autentica .
Tenuta Ca’ Bianca – Bagnone
Sempre sabato 28 giugno, sempre in Lunigiana, la Tenuta Ca’ Bianca a Bagnone propone “Tramonto DiVino”.
La formula è simile, ma qui l’aperitivo diventa un vero e proprio buffet di prodotti locali, sempre accompagnato da due calici di vino. Partenza alle 17:45 per un pomeriggio che si trasforma dolcemente in sera .
🏰 Siena e Monteriggioni: storia e vino sotto le stelle
Se il Chianti è il cuore pulsante della viticoltura toscana, i borghi che lo circondano offrono scenari da cartolina.
Monteriggioni – tra vigneti e boschi
Monteriggioni, con le sue mura perfettamente conservate e le torri che si stagliono sul cielo, è uno dei borghi più suggestivi della Toscana. Nei dintorni, tra vigneti e boschi, ci sono numerosi belvedere dove fermarsi con un calice in mano .
L’atmosfera è quella della Toscana più rustica e silvestre: la luce che si spegne dietro gli olivi, il silenzio della natura che scandisce l’ultimo sorso, e sullo sfondo il profilo delle torri medievali che si stagliano contro il cielo colorato .
Villa La Selva – Val d’Ambra (tra Siena, Arezzo e Firenze)
Per chi cerca un’esperienza più raffinata, Villa La Selva è un’antica tenuta un tempo proprietà dei Medici, oggi trasformata in un raffinato wine resort. Sorge sui resti di una torre di guardia del Quattrocento, nel cuore della Val d’Ambra .
I giardini panoramici affacciati sulle colline sono il luogo perfetto per un aperitivo al tramonto. Gli interni conservano il fascino delle dimore toscane con travi a vista e arredi d’epoca, ma sono i tramonti “arancioni” che rendono questo posto magico .
🏖️ Il Parco di San Rossore: tramonto tra pinete e mare
Se amate la natura e volete unire il vino a una camminata rigenerante, il Parco di San Rossore (Pisa) è la scelta giusta.
Tramonti a San Rossore – Dal 5 luglio
Il Parco organizza una serie di escursioni al tramonto chiamate “Tramonti a San Rossore”, in programma dal 5 al 26 luglio tutti i sabati (e anche domenica 20 luglio) .
Si parte alle 18 dal centro visite per una dolce passeggiata di 6 km verso il mare, su sentieri sconosciuti e paralleli al viale del Gombo. Si attraversano boschi e pinete inondati dalla calda luce del tramonto, fino ad arrivare sulla spiaggia più bella della Toscana del nord. Da lì, lo spettacolo è assicurato: il sole che cala sull’acqua, le Alpi Apuane che si tingono di rosa sullo sfondo .
Si cena al sacco (portatevi qualcosa da condividere!) e poi si rientra in serata con un mezzo del parco. Costo: 28 euro a persona .
Attenzione: se siete a giugno, controllate il sito del parco per eventuali date aggiuntive. L’esperienza è talmente bella che meriterebbe una replica anche a inizio mese.
🎶 Quando il vino incontra la musica: eventi di giugno
Se volete che il vostro calice al tramonto sia accompagnato anche da buona musica, giugno offre diverse opportunità.
Disco Tramonti – Susegana (Treviso)
Non esattamente Toscana (siamo in Veneto, sulle Colline del Prosecco), ma l’idea è così bella che vale la deviazione se siete in viaggio verso Nord. Disco Tramonti è una rassegna musicale che si tiene alla Vineria Borgoluce: ogni appuntamento, dalle 19:00, offre una selezione di vinili anni Settanta, Ottanta e Novanta, mentre fuori il cala il sole tra i filari .
Le date: 5 e 19 giugno, 17 luglio, 11 settembre. Ingresso libero su prenotazione .
Jazz in fattoria – Valdarno e Valdisieve
Se invece restiamo in Toscana, dal 30 giugno al 9 settembre torna la rassegna “Jazz in fattoria” nei comuni di Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve, Rufina, Reggello, San Godenzo e Londa. Cantine e fattorie aprono le porte per concerti jazz al tramonto, con calici di vino a fare da contrappunto alla musica. Tenete d’occhio i programmi locali .
🌅 Ombroneta Winery – Chianti Senese
Nel cuore del Chianti Senese, circondata dai vigneti, Ombroneta Winery interpreta la Toscana in chiave più contemporanea e intima. Qui il paesaggio conserva tutta la magia delle colline toscane – filari ordinati, cipressi, tramonti – ma l’atmosfera è più raccolta e privata .
Le pietre calde della tenuta, gli spazi aperti affacciati sulle vigne e la luce che attraversa la campagna creano un’estetica naturale, non ostentata. Il consiglio? Organizzate un piccolo picnic tra i filari, portate un buon rosso di produzione locale (magari proprio della loro cantina) e aspettate che il cielo si accenda. È un’esperienza semplice, ma indimenticabile .
🧘 Bonus: tramonto, vino e benessere
Se volete unire la contemplazione del tramonto a un momento di benessere, c’è un’esperienza curiosa, a cavallo tra Toscana e Romagna.
A Dovadola (Forlì-Cesena), al confine con la Toscana, l’agriresort Corte San Ruffillo organizza “I giovedì dell’Anima” : ogni giovedì sera da giugno ad agosto, si alternano pratiche di Yoga, Tai Ji, Pilates al tramonto, seguite da un tuffo in piscina e un calice di vino biologico al tramonto .
Se siete in vacanza nella Toscana settentrionale e volete una giornata diversa, prendete in considerazione questa opzione. Il costo è di 25 euro per solo piscina e aperitivo, 35 euro se si aggiunge la pratica .
📌 Tabella riassuntiva: dove andare a giugno
Location
Zona
Evento / Esperienza
Data (giugno 2026)
Prezzo
Rocca di Frassinello
Maremma (GR)
Calici al Tramonto
dal 20 giugno
da verificare
Fattoria Ruschi Noceti
Lunigiana (MS)
Calici al Tramonto
28 giugno
20€
Tenuta Ca’ Bianca
Lunigiana (MS)
Tramonto DiVino
28 giugno
da verificare
Parco di San Rossore
Pisa
Tramonti a San Rossore
dal 5 luglio (controllare eventuali date giugno)
28€
Corte San Ruffillo
Confine Toscana/Romagna
I giovedì dell’Anima
ogni giovedì da giugno
25-45€
Ombroneta Winery
Chianti Senese
Aperitivo tra i vigneti
su prenotazione
variabile
Vari comuni
Valdarno/Valdisieve
Jazz in fattoria
dal 30 giugno
variabile
🍇 Il vino giusto per ogni tramonto
Non dimenticate l’abbinamento! Ogni zona ha il suo vino simbolo:
Maremma: Morellino di Scansano (rosso fresco e fruttato)
Chianti: Chianti Classico (il re, perfetto con i tramonti tra i cipressi)
Lunigiana: Vermentino o rosati locali (ideali per l’aperitivo)
San Rossore: un bianco della Costa Toscana (Vermentino o Trebbiano)
E se siete in dubbio, chiedete in cantina. Vi faranno assaggiare e vi sapranno consigliare meglio di qualsiasi guida.
🌅 Consigli pratici per l’ora magica
Arrivate in anticipo: il tramonto a giugno è intorno alle 20:45-21:00. Per trovare il posto migliore e godervi la luce che cambia, arrivate almeno 30-40 minuti prima.
Portate una coperta leggera: la sera in campagna può rinfrescare, e una coperta da stendere sull’erba trasforma l’aperitivo in un picnic.
Non dimenticate lo spray antizanzare: giugno è il mese in cui le zanzare tornano, soprattutto vicino a corsi d’acqua e vigneti.
Prenotate: molti eventi “Calici al Tramonto” richiedono prenotazione e hanno posti limitati.
Portate un calice di vetro: se possibile, il vino nel bicchiere di plastica non è la stessa cosa. Molte cantine lo forniscono, ma se andate “fai da te”… meglio essere preparati.
La Toscana a giugno è un palcoscenico infinito, e il tramonto è lo spettacolo principale. Non serve cercare chissà quale evento esclusivo: a volte basta una collina, un filare di cipressi, una bottiglia di Chianti e una persona cara accanto. Ma se volete trasformare questo rito quotidiano in un’esperienza ancora più speciale, una di queste cantine o belvedere vi aspetta.
Alzate il calice, guardate il cielo che si accende e brindate all’estate che comincia. Salute! 🍷
Quando si parla di fiori in Toscana, il pensiero corre subito ai girasoli. Quei grandi fiori gialli che si voltano verso il sole, che riempiono le cartoline e i calendari, che colorano le colline tra luglio e agosto. Ma la Toscana è molto di più. È una tavolozza di colori che cambia con il passare delle settimane, un caleidoscopio di sfumature che merita di essere esplorato in tutte le sue stagioni.
E giugno, con le sue giornate lunghe e la luce perfetta, è forse il mese ideale per scoprire questo lato meno noto (ma altrettanto spettacolare) della regione. Ecco una guida ai fiori che colorano la Toscana in questo periodo, oltre i celebri girasoli.
💜 La lavanda: la Provenza è più vicina di quanto pensi
Non serve attraversare le Alpi per immergersi in distese viola che sembrano uscite da un sogno. La Toscana ha la sua “Provenza” nella Costa degli Etruschi, quel lembo di terra che da Livorno arriva fino al promontorio di Piombino .
Dove vedere i campi di lavanda
A giugno, la lavanda è nel pieno della sua bellezza. Il periodo ideale va da fine giugno a fine luglio, con il picco massimo tra la fine di giugno e i primi di luglio .
Le località imperdibili per ammirare questo spettacolo viola sono:
Santa Luce (Pisa) : sulle colline pisane, qui l’Agriturismo Mandriato apre i suoi due ettari e mezzo di lavanda con un ricco programma di eventi dal 18 giugno all’11 luglio. Tra le esperienze: “Lavanda al Tramonto” con meditazione guidata e campane tibetane, e tour fotografici nei campi in fiore .
Rosignano Marittimo (Livorno) : in provincia di Livorno, il viola blu della lavanda si fonde con il cielo azzurro e il blu del mare, creando un contrasto unico .
Bolgheri (Livorno) : il celebre borgo cantato da Giosuè Carducci, dove il viale dei cipressi si snoda proprio accanto a una piccola distesa viola, in prossimità dell’oratorio di San Guido .
Le proprietà magiche della lavanda
La lavanda non è solo bella da vedere. Fin dall’antichità, è stata utilizzata per le sue straordinarie proprietà. I Romani la usavano per profumare i bagni, gli Egizi per la mummificazione . Durante la terribile peste del Seicento, i medici riempivano le loro maschere a becco di fiori di lavanda per proteggersi dalle esalazioni malsane . Oggi è conosciuta per i suoi effetti calmanti e rilassanti, che favoriscono il sonno e riducono lo stress .
Nel linguaggio dei fiori, regalare un rametto di lavanda significa voler offrire un messaggio di legame profondo, purezza, devozione e serenità .
Consiglio da blogger: molti campi di lavanda sono privati. Per fotografare, chiedete sempre il permesso ai proprietari o partecipate alle visite guidate organizzate . E portate con voi un repellente per le api: i bombi e i calabroni sono molto attratti dal profumo intenso!
💛 La ginestra: il giallo che dipinge le colline
Se c’è un colore che domina le colline toscane a giugno, è il giallo. Quello della ginestra. Questi fiori dorati punteggiano i pendii, i bordi delle strade, le aree incolte, creando un vero e proprio “festival” di colori e profumi che incanta i sensi .
Un fiore dalle radici antiche
La ginestra non è solo un fiore. È un simbolo. Da secoli rappresenta la capacità di resistere, di rinascere e di fiorire anche nelle condizioni più avverse . Cresce rigogliosa anche nei terreni più poveri, contribuendo alla conservazione della biodiversità e attirando api, farfalle e numerosi insetti impollinatori .
Non a caso, Giacomo Leopardi la scelse come protagonista di una delle sue opere più celebri, “La Ginestra”, nella quale il fiore diventa metafora della dignità e della solidarietà umana di fronte alle difficoltà dell’esistenza .
Dove ammirarla
Passeggiando tra i vigneti e gli uliveti delle campagne toscane a giugno, troverete ovunque questi manti dorati. Il profumo dolce dei fiori vi avvolgerà mentre il sole del pomeriggio si specchia sulle colline . Un’esperienza semplice, ma indimenticabile.
❤️ I papaveri: il rosso che resiste
Prima che i girasoli prendano il sopravvento, a colorare la Toscana ci pensano loro: i papaveri. Questi fiori rossi e selvatici, che crescono spontaneamente ai margini dei campi coltivati, regalano un contrasto cromatico spettacolare con il verde delle colline e il giallo delle ginestre .
Il loro momento d’oro è tra aprile e maggio, ma a inizio giugno se ne trovano ancora. Soprattutto nelle aree meno “turistiche” e più autentiche della regione, dove la natura è ancora lasciata libera di esprimersi.
La Val d’Orcia, patrimonio UNESCO, è uno dei luoghi simbolo per ammirare questo spettacolo: qui i campi si riempiono di papaveri rossi, fiori di lino azzurri e senape gialla, creando un mosaico naturale da cartolina .
💙 Le ortensie: il blu sul lago
Non solo campagna. Anche i borghi lacustri della Toscana hanno la loro fioritura iconica. Sulle rive del Lago di Bolsena, ogni anno a metà giugno, va in scena la Festa delle Ortensie.
L’edizione 2026 si terrà dal 15 al 17 giugno nel caratteristico borgo di Bolsena . Per tre giorni, piazze, vicoli e scorci si riempiono di queste splendide piante, in esposizione in molteplici varietà di forma, dimensione e colore: dal bianco, al rosa, all’azzurro .
Un’occasione perfetta per unire la bellezza dei fiori a una gita sul lago vulcanico più grande d’Europa, tra degustazioni di prodotti tipici e itinerari enogastronomici .
📅 Calendario delle fioriture toscane (da aprile a luglio)
Per orientarvi al meglio, ecco quando e dove trovare ogni fiore:
Fiore
Periodo migliore
Dove vedere
Papaveri
Metà aprile – metà maggio (residui a inizio giugno)
Val d’Orcia, campagne senesi e aree incolte
Ginestre
Maggio – giugno
Ovunque! Colline, pendii, bordi delle strade
Lavanda
Fine giugno – fine luglio
Santa Luce (PI), Rosignano Marittimo (LI), Bolgheri (LI)
Ortensie
Metà giugno
Bolsena (VT) – Festa delle Ortensie, 15-17 giugno
Girasoli
Luglio – agosto
Praticamente ovunque, soprattutto in Val d’Orcia e Maremma
📸 Consigli fotografici per immortalare i fiori
Luce al tramonto: le ore dorate (alba e tramonto) sono le migliori per esaltare i colori e creare profondità. A mezzogiorno i toni risultano piatti e la luce è troppo forte .
Portate un obiettivo macro: per catturare i dettagli dei petali e delle gocce di rugiada.
Chiedete il permesso: molti campi di lavanda sono coltivazioni private. Non entrate senza autorizzazione. Le visite guidate sono la soluzione migliore .
Protect yourself: mettete la protezione solare, portate acqua e repellente per insetti. Le api sono attratte dai fiori!
🌻 E sì, anche i girasoli (ma con pazienza)
Non dimentichiamoli, i girasoli. A loro dedichiamo un’ultima menzione, ma con una premessa: a giugno è ancora presto. Se volete vedere i campi di girasoli in tutto il loro splendore, dovrete aspettare luglio e agosto. A fine giugno, forse, qualche fiore inizierà timidamente a spuntare. Ma per il “muro giallo” che tutti sognano, la pazienza è d’obbligo.
La Toscana dei fiori è molto più di una cartolina con i girasoli. È una regione che cambia volto ogni mese, che si tinge di viola, giallo, rosso e blu, che regala spettacoli diversi a chi sa aspettare e osservare. E giugno, con la sua luce perfetta e le sue fioriture generose, è il momento ideale per scoprire questo lato meno noto (ma altrettanto affascinante) della regione.
Preparate la macchina fotografica, indossate scarpe comode e andate a esplorare. La Toscana in fiore vi aspetta. 📸🌿
Pugni, calci, lotta e un pallone. In qualsiasi altra parte del mondo, questa combinazione descriverebbe una rissa. Ma a Firenze, si chiama Calcio Storico. Ed è la tradizione più antica, passionale e spettacolare che la città offra ai suoi cittadini e ai visitatori.
Se pensate che il calcio moderno sia noioso o pieno di “foglioline”, preparatevi a scoprire l’antenato del gioco. Un sport dove si può fare quasi tutto, l’importante è portare la palla nella rete avversaria. E tutto questo, indossando costumi rinascimentali, davanti a migliaia di spettatori impazziti, il 24 giugno di ogni anno, giorno di San Giovanni, patrono di Firenze .
🏛️ Un tuffo nel Rinascimento: le origini
Il Calcio Storico Fiorentino (chiamato anche “Calcio in Livrea” o “Calcio in Costume”) affonda le sue radici nel XIV secolo. È considerato il padre del gioco del calcio, anche se, a dire il vero, assomiglia molto di più al rugby, mescolato a pugilato e lotta libera.
Nel Cinquecento, il gioco era appannaggio dell’aristocrazia. Personaggi illustri come Papa Clemente VII (Giulio de’ Medici) e Cosimo I de’ Medici scendevano in campo a sfidarsi . Si giocava nelle piazze più importanti, come Santa Maria Novella, Santo Spirito o Santa Croce, considerata la più prestigiosa .
Il gioco declinò nel Settecento, per poi rinascere clamorosamente nel 1930 con l’istituzione del primo torneo tra i quartieri storici della città. Da allora, l’appuntamento è fisso e attesissimo .
⚔️ I protagonisti: i Quattro Quartieri
Oggi, la rivalità non è più tra nobili, ma tra i quattro Quartieri storici di Firenze. Ogni fiorentino (o aspirante tale) ha il suo colore nel cuore:
Azzurri : Santa Croce
Rossi : Santa Maria Novella
Bianchi : Santo Spirito
Verdi : San Giovanni
Ogni quartiere ha la sua “palestra”, il suo campo di allenamento (storico quello dei Rossi in via Assisi all’Isolotto) e una tradizione familiare che si tramanda da generazioni . Non è raro vedere padre, figlio e nipote indossare la stessa maglia, come nel caso della dinastia Lopez, vera e propria leggenda dei Rossi .
📜 Le regole (o la loro assenza): come si gioca?
Il regolamento è quello del XVI secolo, ed è sorprendentemente semplice nella sua brutalità .
Il Campo: Si gioca su un campo di sabbia (oggi a Piazza Santa Croce), simbolo che rende il gioco ancora più duro e spettacolare. Il campo è delimitato da una palizzata e da una rete .
Le Squadre: Ogni squadra schiera 27 giocatori, suddivisi in ruoli ben precisi:
4 Datori Indietro (portieri)
3 Datori Innanzi (terzini)
5 Sconciatori (centrocampisti, il cui nome dice tutto sul loro compito)
15 Innanzi o Corridori (gli attaccanti)
L’obiettivo: Segnare una “caccia” (il goal). Per farlo, bisogna depositare il pallone nella rete avversaria. Se la palla finisce sopra la rete, si assegna mezza caccia agli avversari .
La Violenza (Controllata): I pugni, le spinte e i placcaggi sono permessi. Si può atterrare l’avversario con qualsiasi mezzo. L’unica regola è il “cavallo”: non si possono prendere a calci un avversario a terra. E gli scontri fisici uno contro uno sono consentiti solo se entrambi accettano la sfida .
La partita dura 50 minuti, arbitrata da un Giudice Arbitro, da sei Segnalinee e da un Maestro di Campo, che ha il compito di mantenere l’ordine (un compito non facile) .
🎭 Lo spettacolo prima della battaglia
Il momento clou non è solo la partita. Poche ore prima del fischio d’inizio, le strade di Firenze si colorano con uno dei cortei storici più suggestivi d’Italia.
Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina vede sfilare oltre 500 figuranti in costumi d’epoca: alfieri che lanciano bandiere, tamburini, musici, nobili e soldati. Una vera e propria macchina del tempo che trasporta Piazza Santa Croce nel Cinquecento, creando un’atmosfera carica di aspettativa e tensione .
📅 Le date da segnare sul calendario
Il Torneo si svolge tradizionalmente a giugno, con le semifinali a ridosso del mese e la finalissima il 24 giugno, giorno di San Giovanni .
Ecco il programma tipico:
Semifinale 1 (solitamente primi di giugno)
Semifinale 2 (il giorno successivo)
Finale : 24 giugno (con inizio alle ore 18:00)
Le partite del 2026 sono il 10 e 11 giugno (semifinali) e il 24 giugno (finale), sempre a Piazza Santa Croce .
🏆 Il Premio: più di una coppa
Al termine della finale, la squadra vincente non riceve solo il trofeo (il Palio). La tradizione, che si perde nei secoli, vuole che al capitano della squadra vincitrice venga consegnata una vitella di razza Chianina con le corna e gli zoccoli dorati .
Un premio che sa di terra, di sacrificio e di antica ricchezza contadina, lontano anni luce dai milionari contratti del calcio moderno.
📺 Come seguire il Calcio Storico
Se non potete essere fisicamente a Firenze, niente paura. Le partite sono trasmesse in diretta su Toscana Tv (canale 11 del digitale terrestre) e in streaming sulla piattaforma DAZN e su Zeam per gli Stati Uniti .
Se invece volete vivere l’esperienza dal vivo, preparatevi a sporcarvi. I biglietti sono nominativi e si acquistano solo nei giorni precedenti le partite presso la sede del BoxOffice (Via delle Vecchie Carceri 1). Attenzione: la vendita parte pochi giorni prima dell’evento e i posti vanno a ruba in pochissime ore .
🔥 Un’esperienza da vivere almeno una volta
Il Calcio Storico Fiorentino è molto più di una partita. È appartenenza, onore e sacrificio. È vedere ragazzi che fanno gli imbianchini, i tassisti o i muratori durante l’anno, trasformarsi in gladiatori per 50 minuti, con il solo obiettivo di portare a casa la vittoria per il proprio quartiere .
Se siete in Toscana a giugno, non potete assolutamente perdervi questo spettacolo. È violento, è folle, è rumoroso. Ma è autentico. Ed è la Toscana più vera che possiate incontrare.
Buon Calcio a tutti, e che vinca il migliore (purché sia del vostro colore)!